Ha confessato di aver prestato denaro a tassi usurai, Giacomo Bicchiere, 28 anni il perito assicurativo arrestato martedì scorso dalla Polizia.
Al gip Daria Orlando, che l’ha interrogato stamattina nel carcere di Gazzi, il giovane ha ammesso i quattro casi di usura che gli sono stati contestati dalla Polizia.
Bicchieri ha detto che le somme di denaro annotate in un’agendina, quantificate dalla Polizia in 20.000 euro, riguardavano rapporti professionali del tutto estranei all’attività contestata.
Bicchieri –ha sottolineato il suo legale, l’avvocato Nino Cacìa- non ha potuto giustificare le singole voci annotate nel libro mastro poiché il documento posto sequestro non è stato depositato nel fascicolo utilizzato dal giudice.
Al termine dell’interrogatorio il gip Orlando ha convalidato l’arresto e lo ha lasciato in carcere.
Bicchieri, impiegato in una compagnia assicurativa, è stato bloccato in via Caio Duilio proprio nel momento in cui incassava da un operaio 600 euro e restituiva 2 assegni per complessivi 11.800 euro. I titoli di credito, secondo gli investigatori, non erano altro che la garanzia che la vittima aveva lasciato a Bicchieri per un prestito di 4 mila euro.
E’ stato lo stesso operaio a raccontare tutto ai poliziotti. Avendo necessità di denaro contante, su indicazione di un amico, si sarebbe rivolto a Giacomo Bicchieri. Da qui il prestito ad interessi del 20% mensili che però l’operaio non è più riuscito a fronteggiare. Nell’abitazione dell’impiegato gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale hanno sequestrato 450 euro in contanti e 6 assegni per 11.740 euro
