Un esposto con oltre 200 firme contro la realizzazione del depuratore di Massa San Giorgio

Un esposto con oltre 200 firme contro la realizzazione del depuratore di Massa San Giorgio

Un esposto con oltre 200 firme contro la realizzazione del depuratore di Massa San Giorgio

lunedì 24 Gennaio 2011 - 11:16

Il nuovo impianto dovrebbe sorgere a pochi passi da alcune abitazioni, non rispettando neanche in questo caso i limiti di sicurezza previsti dalla normativa regionale del 2002

Gli abitanti di Massa San Giorgio, uno dei villaggi collinari della VI circoscrizione, dicono no. La vicenda riguarda lo spostamento, o presunto tale, del depuratore realizzato negli anni ’70 nell’omonimo villaggio, a pochi passi da un’abitazione, in prossimità di una chiesa e di una fontana settecentesca, e che secondo una normativa regionale del 2002 sarebbe stato necessario spostare perché collocato nella zona centrale del paese. Nel 2003 si è dunque proceduto alla rimozione delle pompe di sollevamento ma da allora la situazione è rimasta immobile, anzi le stesse acque defluivano, e tutt’oggi defluiscono, nel torrente Corsari dove i liquami si infiltrano nei pozzi di proprietà dell’A.M.A.M. che servono le utenze dei villaggi Spartà, Acqualadroni, Tono e tutta la litoranea di competenza. E l’individuazione del nuovo sito, a pochi passi dal precedente, non risolverà il problema.

A seguito della notizia dell’avvio della gara «per lavori urgenti di manutenzione e ristrutturazione dell’impianto di depurazione e acque reflue, per l’importo di 139.361 euro», i residenti di Massa hanno dunque deciso di presentare un esposto con ben 200 firme a sostegno, indirizzato allla Procura, al sindaco, al prefetto, all’Amam, all’Arpa, alla sezione Territorio e ambiente della Polizia municipale. Il consigliere della VI circoscrizione Francesco Pagano e comunale Giorgio Caprì si oppongono alla realizzazione della nuova struttura in quanto non esistono le condizioni di sicurezza disposte dal decreto. I 200 abitanti chiedono «l’intervento per la sospensione dei lavori, nonché di sapere a quale altro -importante- capitolo di spesa sono stati destinati i finanziamenti per la nuova localizzazione dell’impianto di depurazione stabilito dal decreto del 17 dicembre 2001». E verifiche «su chi ha avuto la responsabilità di non rendere esecutivo il decreto che per nulla appare difforme dalle oggettive esigenze degli abitanti». Si attende insomma che Amam e Comune rispondano all’appello.

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