Maggiore tutela per l’area di Capo Peloro

Maggiore tutela per l’area di Capo Peloro

Maggiore tutela per l’area di Capo Peloro

sabato 17 Luglio 2010 - 09:56

Il ‘Comitato spontaneo Peloro’ richiede un’audizione in merito alla redazione del Piano spiagge

La “difesa degli interessi diffusi di Capo Peloro”, è questo l’obiettivo postosi dai tanti cittadini che hanno già aderito al ‘Comitato spontaneo Peloro’. Un’esigenza doverosa che, ad oggi, si scontra con il degrado che attanaglia una delle aree più pregiate dello Stretto. Luoghi – quelli di Capo Peloro – dalle grandi suggestioni, ma colpiti dall’incuria della pubblica amministrazione e dall’inciviltà di taluni “cittadini”.

Ed è proprio in questo contesto, al fine di arginare ulteriori mortificazioni del territorio, che il neo-costituito Comitato intende esprimere il proprio parere “per dare un fattivo contributo alla redazione ed approvazione del Piano spiagge della riviera nord della città di Messina, giusta L.R. n.15 del 29 novembre 2005, art. 5 e successive integrazioni e modificazioni”.

Tale richiesta nasce dall’esigenza di individuare criteri di scelta e di gestione delle aree demaniali volte a garantire ogni parte sociale. In particolare, si richiede: la salvaguardia di quelle piccole economie, come gli impianti per la fruizione del mare, che nel recente passato hanno trovato opportunità di crescita; la fruizione quanto più libera possibile delle spiagge ai fini della balneazione; la tutela dei titolari di licenze da pesca che utilizzano piccole e medie imbarcazioni; l’agevolazione della nautica da diporto e della pesca sportiva come elementi di spinta economica e mantenimento delle tradizioni che caratterizzano i luoghi ed il rapporto con il mare; la difesa dei naturali contro scelte penalizzanti che aggrediscano il territorio; la stretta osservanza delle norme che regolamentano e disciplinano l’accesso alle spiagge dalle strade comunali o provinciali o in prossimità di fondi privati e chiusi.

Proprio stamani, in relazione a quest’ultimo punto, alcuni componenti del Comitato hanno compiuto un sopralluogo nelle spiagge di Torre Faro, ove si è potuto constatare come gli accessi pubblici alle stesse siano preclusi, in violazione della normativa che prevede una fascia di rispetto ampia cinque metri e lunga fino alla battigia, da un “ingorgo” di barche posizionate (o abbandonate) alla rinfusa o, addirittura, da concessioni demaniali regolarmente rilasciate dall’Autorità competente.

In conclusione, i membri del ‘Comitato spontane Peloro’ chiedono la “revoca delle concessioni rilasciate dopo la data del 2007 in quanto in netto contrasto con l’attuale quadro di riferimento normativo”, ovvero “il blocco dell’iter procedimentale relativo ed eventuali richieste di concessioni e/o eventuali rilasci fino all’approvazione del Piano spiagge in ossequio al disposto dell’art. 4, commi 1-2-3, della L.R. n.15 del 29 novembre 2005 e del decreto legge 25/05/2006, art. unico, comma 3 (Approvazone del Piano di utlizzo del Demanio marittimo)”.

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