Maltrattati e segregati in casa dai parenti che avevano accolto sotto il loro tetto

Maltrattati e segregati in casa dai parenti che avevano accolto sotto il loro tetto

Maltrattati e segregati in casa dai parenti che avevano accolto sotto il loro tetto

giovedì 29 Ottobre 2009 - 11:41

Un'anziana invalida di 82 anni e il figlio disabile di 56 anni sono stati costretti a vivere tra i loro escrementi e costantemente minacciati dai loro congiunti che oltre a vivere insieme a loro, gestivano pensioni e rendite

Estremo degrado, invidie, gelosie, ma soprattutto maltrattamenti ai danni di una ottantaduenne invalida e del figlio di 56 anni disabile con una grave ritardo mentale, costretti a vivere nei loro escrementi dagli stessi congiunti che avevano accolto a casa e fatto vivere sotto il loro tetto. Qeusti i trsisti ingredienti dell’agghiacciante vicenda scoperta dagli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato che, coordinati dal funzionario Fabio Ettaro e dal sostituto commissario Annamaria Italiano hanno eseguito oggi tre provvedimenti emessi dalla Procura.

La casa degli orrori era in via Pietro Castelli, qui l’anziana zia di 82 anni aveva accolto il nipote cinquantottenne e il figlio di quest’ultimo, un venticinquenne. Il nipote era il tutore legale del cugino disabile e amministratore del patrimonio della zia. Gestiva la pensione della donna e altre entrare che le arrivavano da affitti di immobili di sua proprietà. Era diventato il padrone di casa a tal punto da far vivere con loro anche un amico di 86 anni. I tre uomini avevano cominciato i soprusi ai danni dell’anziana donna e del figlio.

Una situazione che ad inizio di quest’anno è stata denunciata proprio dal venticinquenne. Ma a spingerlo non è stato la pietà. Tutt’altro. Ha rivelato le condizioni in cui vivevano i familiari alla Polizia dopo aver litigato con il padre, con l’intento di diventare lui il nuovo tutore e amministratore. Ma il suo piano è andato storto.

I racconti del giovane che accusa il padre di aver maltrattato la zia e il cugino e di averli costretti a vivere in estremo degrado, hanno portato come conseguenza l’arrivo degli assistenti sociali e quindi la decisione del tribunale di nominare un tutore legale e un amministratore esterno al nucleo familiare. Un avvocato che resosi conto della situazione in cui vivevano gli anziani ha assunto una badante.

Inizialmente per stare con i due assistiti solo la mattina e provvedere alle loro esigenze anche alimentari. Verificato, che spesso l’anziana e il figlio disabile venivano lasciati soli anche durante la notte, la badante è stata assunta a per stare con loro tutto il giorno. Il venticinquenne ha cominciato a minacciare l’avvocato e la governante arrivando persino ad aggredirli. Ad aprile le denunce dell’avvocato e della domestica che spingono la procura a d intervenire. Nei confronti dell’ospite di 86 anni, visti i suoi precedenti penali, è scattato l’arresto per maltrattamenti continuati e abbandono di persone incapaci, ma gli sono stati concessi i domiciliari presso la casa di riposo dove si era trasferito poco dopo l’arrivo dell’avvocato. Nei confronti del cinquantottenne e del figlio di 25 anni, accusati di maltrattamenti continuati e di abbandono di persona incapace, è invece stato emesso un provvedimento cautelare di divieto di avvicinamento all’abitazione dei familiari in via Pietro Castelli. Il ragazzo è accusato anche di ingiurie, minacce e lesioni ai danni dell’avvocato e della badante.

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