Il primo cittadino, indignato per l’accaduto, garantisce il pieno supporto dell’amministrazione “a fianco di chi lotta contro ogni forma di violenza” . Previti: “Colpendo l’Università si colpiscono tutte le istituzioni”
L’invio della busta contenente bossoli e minacce al preside della facoltà di Scienze della Formazione Antonino Pennisi, oltre ad aver creato scompiglio tra i corridoi dell’Ateneo Peloritano, ha generato profonda solidarietà da parte di istituzioni e società civile, che nelle ultime due giornate hanno inviato messaggi di sostegno e appoggio al rappresentante universitario. Immediata la reazione del Senato Accademico, riunito in seduta proprio il pomeriggio della minaccia inviata a Pennisi e compatto nel dichiararsi vicino al preside.
Ma la solidarietà, come detto, ha oltrepassato i confini accademici. Dopo l’intervento del presidente di Confindustria Ivo Blandina, infatti, viene recapitato oggi al preside Pennisi il messaggio del primo cittadino Giuseppe Buzzanca: “Di fronte a tali inqualificabili fatti, la reazione – ha detto il sindaco – non può che essere di indignazione e di piena solidarietà, che credo di poter esprimere a nome di tutta la comunità. Si è tentato di colpire chi opera per la formazione delle nuove generazioni nel rispetto delle regole, ed anche questa volta sono certo che il conforto delle Istituzioni, ed in primo luogo quello dell’Amministrazione comunale, sarà di supporto a fianco di chi lotta contro ogni forma di violenza, fisica, verbale, o morale-.
Sulla vicenda si esprime anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Previti, “Esprimiamo profonda e totale solidarietà, mia personale e dell’intero Consiglio Comunale – scrive Previti – al prof. Antonio Pennisi ed al Rettore dell’Università di Messina, respingendo con forza, senza se e senza ma, qualsiasi tentativo di intimidazione che vuole colpire una delle più antiche e gloriose Istituzioni cittadine. Chi vigliaccamente perpetra questi atti, sappia che colpendo la nostra Università colpisce tutte le Istituzioni che unanimemente sapranno reagire a difesa della giustizia e della legalità, del singolo e dell’Ente a cui egli appartiene.”
Proseguono intanto le indagini dei carabinieri per cercare di individuare qualche elemento utile a spiegare le ragioni dell’atto intimidatorio: secondo le forze dell’ordine, il fatto potrebbe essere messo in relazione alla sfera professionale del docente.
correlato in basso l’articolo dell’atto intimidatorio
