Nuovo provvedimento restrittivo per il 39enne pregiudicato Carmelo D’Amico. La Squadra Mobile lo ha raggiunto presso il carcere di Viterbo dove si trova già ristretto per altri motivi. La nuova ordinanza è una costola dell’operazione Ponente in cui il gip aveva però rigettato la richiesta del pm Verzera nei confronti di D’Amico. Il successivo appello presentato dal pm al Tribunale della Libertà aveva dato ragione al sostituto procuratore, ma i legali di D’Amico avevano subito presentato ricorso in Cassazione per inammissibilità.
La Corte di Cassazione il 25 novembre ha rigettato il ricorso facendo scattare le manette ai polsi di Carmelo D’Amico. Il trentanovenne è ritenuto dagli inquirenti esponente di spicco della famiglia mafiosa barcellonese, ed è già gravato da altre misure cautelari per associazione mafiosa ed estorsione. Nell’ambito dell’operazione Ponente condotta dalla Squadra Mobile lo scorso maggio, D’Amico si sarebbe reso responsabile di un’estorsione ai danni di un’impresa edile impiegata nella costruzione di lavori pubblici nel comune di Milazzo. Estorsione cominciata a dicembre 2007 e andata avanti per tutti il 2008 attraverso l’imposizione del pizzo e la fornitura di inerti e calcestruzzo a prezzi superiori rispetto a quelli praticati dai precedenti fornitori.
