Diciannove richieste di rinvio a giudizio sono state avanzate dal sostituto procuratore della Dda Fabio D’Anna e dalla collega Adriana Sciglio della procura ordinaria per altrettanti filippini coinvolti nell’operazione antidroga -Batangas-. Secondo l’accusa farebbero parte di un’organizzazione che importava dall’Asia e spacciava in città lo shaboo, una droga derivata dall’anfetamina che provoca effetti allucinogeni e danni irreversibile al cervello di chi la consuma
La richiesta ha raggiunto Noel Cena, 48 anni; Asuncion Cena, 48 anni; Noel Jess Cena, 28 anni; Christian Cena, 28 anni; April Lovely Cena, 26 anni; Rene Cena, 37 anni; Isidro Hernandez, 51 anni; Christian Hans Ramirez, 27 anni; Joel Gambito, 35 anni; Velasco N. Rey, 32 anni; Melchior Olid, 48 anni, Buenviaje Marciano jr Babasa, 22 anni; Dionisio Agbunag, 42 anni; Federico Sugay, 43 anni; Robert Isla, 36 anni; Rolando Caoile, 33 anni; Lino Cabrera, 40 anni; Arnel Rodelas, 43 anni e Nelson Manongsong, 39 anni;
Nel maggio scorso i Carabinieri arrestarono undici persone ritenute affiliate all’organizzazione. A capo del gruppo si trovava un’intera famiglia, quella dei Cena provenienti dalla città di Batangas. Da qui il nome dell’operazione. La droga arrivava a Messina proveniente da Thailandia, Birmania, Filippine e Cina Grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali gli investigatori scoprirono che lo shaboo veniva inviato in innocui pacchi postali direttamente all’indirizzo di lavoro dei filippini, quasi tutti domestici ed operai. Così spesso accadeva che la droga arrivava a casa di insospettabili famiglie messinesi che non immaginavano neanche lontanamente di custodire in casa la micidiale sostanza. Negli ultimi anni lo shaboo aveva invaso Messina e soprattutto gli ambienti giovanili della città. Da qui l’avvio dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 11 persone per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
