Con l'arresto di Daniele Coppolino, accusato di alcuni episodi di spaccio, sono 26 le persone arrestate nell'ambito dell'indagini sul traffico di droga a Messina, che lo scorso sabato ha permesso ai Carabinieri di sgominare tre diversi gruppi dediti allo smercio di stupefacenti tra Messina e Catania
La scorsa settimana, nell’ambito dell’operaione Stangata, in manette erano finite 25 persone accusate a vario titolo e con vari ruoli, di spaccio e di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri i Carabinieri hanno messo le manette ai polsi de ventiseiesimo. Si tratta del messinese Daniele Coppolino, 22 anni fratello di Giuseppe, arrestato dai Carabinieri il 7 aprile scorso sempre nell’ambito dell’operazione Stangata.
Grazie a ulteriori indagini dei Militari del Reparto Operativo, il Gip Daria orlando su richiesta del sostituto della Dda Giuseppe Verzera ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Daniele Coppolino, eseguita ieri dai Carabinieri che si sono presentati presso l’abitazione del ventiduenne, per notificargli il provvedimento cautelare con cui il GIP ha disposto per il ragazzo gli arresti domiciliari. Come riportato nel provvedimento cautelare, Daniele Coppolino sarebbe responsabile di diverse attività di spaccio, tutte commesse in concorso con Claudio Caporlingua, ritenuto tra i più stretti e fidati collaboratori di Francesco Ballarò, elemento di vertice dell’omonimo gruppo malavitoso, dedito allo spaccio nel rione messinese di Giostra.
L’indagine Stangata era stata avviata all’inizio del 2007, sulla scia di un’altra attività investigativa del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Messina, dalla quale era emersa la figura di Francesco Ballarò, fornitore abituale di stupefacente al sodalizio criminale facente capo ai fratelli Massimo e Fabio Burrascano, arrestati il 24 febbraio 2009 nell’ambito dell’operazione “Officina”.
