I dettagli dell'iniziativa portata avanti dall'associazione guidata dall'avvocato Ernesto Fiorillo verrano resi noti domani nel corso di una conferenza stampa
“Dopo che la Regione Sicilia e l’Asp di Messina hanno ridotto il budget delle strutture sanitarie private e convenzionate, la nostra associazione di consumatori ha presentato ricorso all’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato per chiedere che venga tutelata la libera concorrenza con il sistema sanitario pubblico”. A parlare è l’avvocato Ernesto Fiorillo, presidente nazionale di Consumatori Associati, associazione più volte scesa in campo negli ultimi mesi per tutelare gli interessi delle famiglie sfollate di Guidomandri a seguito dei fatti del primo ottobre. In questo caso però il legale interviene per contestare gli effetti della riforma sanitaria varata dall’assessore Russo alle strutture private.
“L’esiguo budget previsto per i laboratori di analisi privati – afferma Fiorillo – è stato imposto in assenza di un accordo con le associazioni di categoria, in violazione delle più elementari norme in materia di procedimento amministrativo e in aperto contrasto con le regole che impongono una valutazione del budget in relazione alla tipologia ed alla quantità di prestazioni rese dalla struttura convenzionata. L’Asp di Messina ha assegnato per il 2009 un budget senza alcuna preventiva comunicazione dei criteri e delle determinazioni assunte e disattendendo le richieste di chiarimenti che molti laboratori avevano fatto. Molti titolari di laboratori di analisi e semplici cittadini – continua l’avvocato – si sono rivolti a Consumatori Associati perché ritengono ingiusto che molte strutture private debbano limitare le proprie attività o addirittura chiuderle, visto che non sono in grado con questi pochi fondi di garantire le prestazioni ottimali che di solito portano avanti. Con grande preoccupazione per gli utenti”.
“I tagli previsti dal presidente della Regione e dall’assessore regionale alla Sanità – conclude Fiorillo – non salvaguardano il diritto di libera scelta del cittadino tra strutture pubbliche e private. Chiediamo dunque all’Autorità garante di erogare multe ed eventuali condanne e annunciamo la possibilità di promuovere una class action insieme a molti utenti del servizio sanitario contro la Regione Sicilia. Ci rivolgeremo infine anche ll’antitrust europeo a Bruxelles”.
