Servizi sociali: dall’ex-Futura a Casa Serena, i focolai delle vertenze non accennano a diminuire

Servizi sociali: dall’ex-Futura a Casa Serena, i focolai delle vertenze non accennano a diminuire

Servizi sociali: dall’ex-Futura a Casa Serena, i focolai delle vertenze non accennano a diminuire

martedì 15 Marzo 2011 - 07:46

La denuncia è del sindacato OrSa: nella struttura gestita dalla cooperativa Azione Sociale, dipendenti in attesa degli stipendi per i mesi di gennaio e febbraio. Chiediamo di incontrare il sindaco, basta fare impresa sulle spalle di chi lavora

Sul fronte dell’intricato labirinto dei servizi sociali, ultimamente al centro di scandali e inchieste, crescono le denunce dei rappresentanti sindacali per i mancati pagamenti ai lavoratori. Tra le principali vicende, come ormai noto, la vertenza ex-Futura, simbolo di quella scarsa gestione del settore che va a discapito non solo dei lavoratori ma anche degli utenti. Ieri un nuovo spiraglio di luce a seguito all’incontro tra il sindaco Buzzanca e la rappresentante sindacale della Fp Cgil Clara Crocè, al termine del quale il primo cittadino si è impegnato a pagare entro il 25 di questo mese le spettanze dovute.

Oggi però l’attenzione si sposta su un’altra cooperativa, Azione Sociale, operante presso la struttura di Casa Serena. Ad alzare la voce è il sindacato OrSa: sebbene infatti, secondo quanto segnalato dai rappresentanti dei lavoratori, sia abitudine consolidata ritardare di circa 15-20 giorni il pagamento degli stipendi, la situazione sembra essere peggiorata poiché delle spettanze relative ai mesi di gennaio e febbraio non c’è ancora nessuna traccia: unica motivazione fornita dall’azienda, “il mancato versamento, da parte del Comune, delle somme necessarie per i pagamenti”. L’OrSa non è prò disposta ad accettare tale motivazione, ricordando che l’art. 14 del Capitolato speciale d’oneri obbliga “la società che vince la gara deve a garantire gli stipendi ai lavoratori anche se per un motivo qualunque il committente, in questo caso Palazzo Zanca, non dovesse tempestivamente trasferire i mandati di pagamento”.

Il paragone più adatto, insomma, è quello di un cane che si morde la coda: “Fare impresa così è estremamente facile – tuona l’OrSa – se ho i soldi dall’ente committente pago, in caso contrario non ti retribuisco: con questa logica, a pagarne le conseguenze sono sempre i lavoratori che quotidianamente e con notevole professionalità, considerando il delicato servizio che svolgono, si recano a lavoro con la disperazione di chi non sa come riuscirà a soddisfare le svariate esigenze familiari. Sappiamo perfettamente – conclude il sindacato – che le coop sociali non hanno scopo di lucro, ma come prevede l’appalto, nel caso in oggetto, deve avere una stabilità economica tale da garantire lavoratori e utenza. Non è sopportabile che le varie aziende vincitrici di appalto gestiscano lavoratori e servizio ipotecando organizzazione e retribuzioni”.

I rappresentanti sindacali, in vista soprattutto dell’assegnazione del nuovo appalto, nella speranza di partire almeno stavolta con il piedi giusto, chiedono un incontro urgente con il sindaco Buzzanca.

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