I territori alluvionati chiedono risorse “vere”, non elemosine: in più di 500 in corteo a Giampilieri

I territori alluvionati chiedono risorse “vere”, non elemosine: in più di 500 in corteo a Giampilieri

I territori alluvionati chiedono risorse “vere”, non elemosine: in più di 500 in corteo a Giampilieri

sabato 26 Febbraio 2011 - 12:31

Stamani la manifestazione, cui hanno partecipato anche il sindaco Buzzanca ed il dirigente regionale della Protezione civile Lo Monaco. Cittadini pronti a marciare su Roma per far valere le proprie richieste. Oceano (Cgil): «Sugli stanziamenti che ci hanno esclusi, come hanno votato i nostri rappresentanti?»

Via Puntale, piazza Pozzo. Zone ormai conosciutissime da tutti i messinesi, dopo quella tragedia che nessuno può dimenticare ma che qualcuno, invece, sembra aver dimenticato. Il 1. ottobre 2009, con le sue 37 vittime, è un ricordo ancora fresco, ricordo che in più di 500, questa mattina, hanno voluto ribadire e “urlare” a gran voce, proprio partendo da via Puntale e da piazza Pozzo, nella manifestazione tenutasi a Giampilieri Superiore per invocare risorse “vere”, non gli spiccioli del “Milleproroghe”, per la messa in sicurezza dei territori colpiti dall’alluvione. Di tutti i territori: Scaletta Zanclea, Itala, Altolia, Briga, Guidomandri, Molino, Pezzolo, Ponte Schiavo e S. Margerita. C’erano i vari comitati a rappresentare i villaggi, c’era il sindaco Giuseppe Buzzanca, il dirigente regionale della Protezione civile Pietro Lo Monaco, durissimo nelle scorse settimane nei confronti del Governo nazionale. Governo che, aveva ribadito Lo Monaco ed è stato sottolineato oggi, nega persino l’autorizzazione all’utilizzo dei fondi Fas, che toccano proprio alla Sicilia tra le aree “sottosviluppate” del Paese. No, ci sono i 10 milioni di euro (in due anni) stanziati col Milleproroghe: un’elemosina, per la quale qualcuno (il vicepresidente del Senato Domenico Nania) ha persino espresso soddisfazione. Un nuovo appello è stato lanciato ai parlamentari siciliani che ci rappresentano (o “dovrebbero” farlo) a Roma: un’azione univoca e forte per ottenere le risorse che spettano a Messina così come a tutti i territori a rischio della Nazione. Tra le proposte avanzate dai tanti cittadini direttamente coinvolti dalla tragedia, (ancora 40 le famiglie che risiedono in albergo),la possibilità di marciare direttamente su Roma come già fatto dalla popolazione aquilana dopo il tragico terremoto.

Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario generale della Cgil Messina, Lillo Oceano: «Per una volta – ha detto – in questa nostra terra, non dobbiamo denunciare i ritardi della burocrazia è i ritardi della Regione Siciliana. Con una rapidità inconsueta a queste latitudini, il Presidente della Regione, soggetto attuatore, la struttura della protezione civile regionale, stanno realizzando le opere di messa in sicurezza con i fondi – 80 milioni – stanziati dal governo regionale. Ciò che incredibilmente manca, sono gli stanziamenti del Governo nazionale. Per questa provincia, per questo tragedia non si stanzia nulla. Purtroppo in una logica nella quale le scelte appaiono a senso unico, verso il nord del Paese. Da ultimo nelle mille proroghe sono stati previsti solo 5 mln di euro, a fronte dei quasi 100 necessari, nulla per San Fratello e Caronia. Mentre per altre regioni sono state stanziate risorse significative, 95 mln di euro. Le domande che la gente si pone sono diverse: perché il Governo nazionale discrimina questa terra e cosa fanno i parlamentari nazionali per rivendicare le risorse dovute per la messa in sicurezza di queste aree».

«Sugli stanziamenti che ci hanno esclusi – chiede Oceano – e sugli emendamenti a nostro favore che sono stati bocciati, come hanno votato i nostri rappresentanti? Ma ciò che chiedono, soprattutto, queste popolazioni è lo stanziamento – fuori da beghe e da contrapposizioni di parte e di partito – delle risorse necessarie ad assicurare la sicurezza delle aree e consentire loro il ritorno a casa. Noi crediamo che a queste domande ci sia una unica risposta possibile: che il Governo nazionale stanzi le risorse. Su questo deve impegnarsi tutta la comunità e tutte le rappresentanze, e i rappresentanti, istituzionali messinesi, che sui loro comportamenti dovranno essere giudicati da tutti noi».

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