All'Istituto di previdenza sarebbero stati truffati circa 2 milioni e mezzo di euro più altri 4 milioni per contributi non versati dal 2006 al 2008
Sono 1092 gli indagati del nuovo filone d’inchiesta sui falsi braccianti agricoli che avrebbero truffato l’Inps di Messina per milioni di euro.
E’ un pozzo fondo l’inchiesta sui falsi braccianti agricoli condotta dalla Direzione Distrettuale antimafia di Messina.
Il sostituto procuratore della DDA, Fabio D’Anna ha inviato all’ufficio del gip richiesta di decreto penale per tutti gli imputati. Questo significa che se non presenteranno opposizione al decreto saranno subito condannati con sentenza definitiva, altrimenti dovranno presentarsi davanti al giudice monocratico.
L’inchiesta fu avviata dalla polizia giudiziaria nel 206 e prese in considerazione gli anni fino al 2008. Gli investigatori accertarono che i titolari di cinque imprese agricole, due di Tortorici, una di Furnari, S.Angelo di Brolo e Tripi, avevano avviato attività agricole pur senza essere in possesso di strutture e potenziale economico adeguato. In realtà avevano messo le basi per lo svolgimento di un’attività agricola del tutto fittizia.
Gli imprenditori denunciarono all’Inps di Messina l’assunzione di migliaia di lavoratori che avrebbero effettuato un certo numero di ore lavorative. In realtà molti di quei braccianti non si recarono mai in quei terreni per lavorare. Secondo una stima forzatamente parziale gli imprenditori avrebbero truffato all’Inps circa di 2 milioni e mezzo di euro. A questa cifra vano aggiunti altri 4 milioni di euro di contributi non versati all’Inps dalle imprese e dagli stessi lavoratori. In più l’Inps fu costretta ad erogare indennità disoccupazione, assegni familiari, contribuzioni pensionistiche e prestazioni per malattia e maternità.
