In un documento, sei sigle sindacali contestano la gestione di Rfi nella navigazione dello Stretto, annunciano l’avvio della mobilitazione e chiedono l'intervento di Buzzanca e Alecci
Filt CGIL, Fit CISL, UILT, OrSA Nav., FASTe SASMaNT hanno deciso di attivare le procedure di raffredamento con Rfi.
“A giudizio delle scriventi – scrivono in un documento – la continua latitanza sindacale del Direttore dell’Esercizio Navigazione non è più tollerabile; l’azienda RFI sta operando la dismissione a distanza del traghettamento ferroviario nello Stretto di Messina evitando quando possibile ogni concreto confronto con le Organizzazioni Sindacali e con le Istituzioni cittadine”.
“I rarissimi tavoli di trattativa – si legge testualmente – sono stati sistematicamente vanificati con motivazioni volte ad aggirare le rivendicazioni dei lavoratori e dell’utenza. Questo, unitamente allo smantellamento delle attività di manovra e traghettamento, palesa le reali intenzioni aziendali nell’attesa del disimpegno definitivo di RFI dall’Area dello Stretto.
Nel documento, i sindacati puntano il dito anche contro “la collocazione in altri settori del personale marittimo di Civitavecchia”. “La frettolosa chiusura dell’impianto laziale ha già prodotto l’arrivo a Messina di 17 lavoratori, a cui ne seguiranno, a breve, almeno altri 20, che saranno parcheggiati nello Stretto in attesa di prepensionamento o di essere ricollocati in altre attività produttive. In buona sintesi, l’impianto navigazione di Messina, con la flotta ridotta al minimo storico, dovrà farsi carico di altri lavoratori provenienti da Civitavecchia che graveranno ulteriormente sul bilancio economico facendo lievitare i costi di gestione”.
Tale situazione, secondo i sindacati – provocherà un “ingolfamento” dell’impianto, organizzato all’uopo da RFI per procurarsi l’alibi a sostegno del definitivo “sbaraccamento” della flotta ferroviaria in virtù dei costi”.
Filt CGIL, Fit CISL, UILT, OrSA Nav., FASTe SASMaNT si dicono preoccupati anche per “la Metropolitana del Mare, la quale per inspiegabili cavilli giuridici ancor oggi non decolla” e annunciano che manterranno alta l’attenzione.
Ma è sulla condizione dei lavoratori e soprattutto sulle “legittime spettative dei dipendenti di ruolo che da anni rivendicano professionalizzazione e valorizzazione” che si concentrano le maggiori perplessità dei sindacati.
“Nell’ambito della realtà ferroviaria nazionale – scrivono – solo nell’impianto navigazione di Messina si registra l’anomalia che vede il personale di ruolo bloccato da anni nella qualifica di provenienza senza alcuna possibilità di sbocco di carriera”.
La situazione attuale si sarebbe ulteriormente aggravata a causa dello “sfruttamento spropositato del lavoro precario”, nonostante un accordo ministeriale prevedesse “precisi percorsi di stabilizzazione del precariato”.
“L’impianto ferroviario, così gestito – concludono i sindacati – presto sarà privo delle residue professionalità che attraverso l’impiego continuativo nella flotta hanno maturato l’esperienza necessaria a garantire la gestione tecnica del servizio e la sicurezza della navigazione”.
“Per quanto esposto nel documento le scriventi invitano il sindaco, Giuseppe Buzzanca, e il Prefetto, Francesco Alecci, a porre in essere interventi incisivi a tutela del diritto alla mobilità e della continuità territoriale e nel contempo prevenire eventuali problemi per l’ordine pubblico che potrebbero verificarsi a seguito delle continue provocazioni che RFI rivolge ai lavoratori e dei disservizi a carico dell’utenza destinati ad acuirsi con l’arrivo della stagione estiva”.
