Era del 209 per cento annuo il tasso di usura che un commerciante di Lipari aveva preteso per un debito di 2milioni e 750mila lire. In manette per usura è finito stamattina il settantasettenne Francesco Corrieri, originario di Lipari, imprenditore nel settore turistico e della ristorazione, incensurato.
L’uomo, secondo quanto emerso nel corso delle indagini dei Carabinieri, nel periodo 2001-2010, avrebbe richiesto un interesse annuo pari al 209 per cento, al suo creditore, titolare di un’attività di ristorazione sull’Isola di Vulcano.
Le indagini dei Carabinieri erano scattate nei primi mesi del 2010 su segnalazione del responsabile dell’associazione antiracket ACIAP di Patti, Giuseppe Scandurra, presidente della Federazione Antiracket Italiana, al quale la vittima, esasperata per la situazione debitoria nei confronti di corrieri, si era rivolta con coraggio e con fiducia nella speranza di uscire definitivamente dal tunnel del racket.
Nel corso degli accertamenti investigativi effettuati dai Carabinieri, è emerso che Corrieri, a seguito di un debito pari a 2.750.000 lire quale corrispettivo di un canone di locazione che nel 2001 vantava nei confronti della vittima, a distanza di 9 anni avrebbe preteso dalla stessa un saldo totale di 26mila €uro.
Questa mattina, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Milazzo, collaborati dai militari della Stazione Carabinieri di Vulcano, hanno quindi eseguito il provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Francesco Corrieri a cui sono stati concessi i domiciliari.
