Donna Sarina non torna dalle ferie: a Messina è stato premuto il tasto ffwd - Tempostretto

Donna Sarina non torna dalle ferie: a Messina è stato premuto il tasto ffwd

Rosaria Brancato

Donna Sarina non torna dalle ferie: a Messina è stato premuto il tasto ffwd

domenica 09 Settembre 2018 - 07:41
Donna Sarina non torna dalle ferie: a Messina è stato premuto il tasto ffwd

Caro diario ti scrivo dal viadotto Ritiro, ho deciso di tornarmene dove ho trascorso i due mesi estivi. Ecco perchè:

Caro diario, il mio rientro dalle vacanze estive è stato traumatico. Dopo due mesi trascorsi in riva al mare ero incolonnata nella chilometrica fila prima della Galleria del Telegrafo e per ingannare l’attesa ho deciso di aggiornarmi su cosa era accaduto a Messina in estate. Avevo lasciato i messinesi intenti ad accapigliarsi sull’ascellagate, il casus belli scatenato dal prof Buemi con l’avviso affisso al Policlinico. Tra i fautori dell’ascella “nature” e quelli del #docciaforever il tenore del dibattito è stato tale da spingermi a restare sotto l’ombrellone per un altro mese.  Leggere però cosa è accaduto in agosto mentre io stavo sotto il sole è stato un trauma. Ho scoperto che l’ OMS sta inviando a Messina 10 equipe di analisti e psicoterapeuti specializzati in ansia da prestazione, crisi di panico, crisi d’identità, iperattivismo, fobie collettive e terapie di gruppo.

Lo scenario che emerge dalle cronache è da paura: scuole chiuse, alberi che cadono, fototrappole, ruspe alle porte della città, famiglie sull’orlo di una crisi di nervi, dipendenti pubblici presi dal panico e centinaia di messinesi che non riescono più ad addormentarsi per timore di essere svegliati dal sindaco con la stessa affabilità del sergente di Ufficiale e Gentiluomo con le reclute.

Sembra che nelle prossime settimane il Consiglio comunale sarà chiamato a votare i nuovi appellativi per il primo cittadino, che diventerà “Re del tempo e delle clessidre, Signore dei due mari Tirreno e Jonio, Imperatore dei Laghi di Ganzirri e delle Masse nonché Metropolita del bene e del male”.

Con il consueto modo democratico De Luca ha dato tempo al Consiglio di discutere la delibera per i nuovi appellativi a Lui riferiti dalle 15.03 alle 15.06 del 14 settembre e vuole la risposta entro le 16 dello stesso giorno altrimenti si dimette. Sono pronti 5 emendamenti perchè tra i laghi di Ganzirri e le Masse non ci sono collegamenti viari decenti e c’è chi propone sia meglio Imperatore dei Laghi di Ganzirri e della Pinnazza di Torre Faro. Sulla querelle si attende il parere del segretario generale.

Intere famiglie intanto sono state costrette a interrompere le ferie per protestare contro la paventata chiusura delle scuole a rischio sicurezza. Molti si sono rivolti alle associazioni di consumatori pronti a fare causa al Comune per gli effetti nefasti dell’ozio sui loro pargoli abbandonati sulle panchine “in fondo non abbiamo mai visto crepe allarmanti, sono più profonde le rughe di mia moglie” ha spiegato il presidente del Comitato “#tuttestestorieperuncertificato rivolgendosi al Tar.

Per due mesi si è scatenato il panico tra villaggi e periferie: De Luca non è perso neanche una cerimonia religiosa, processione, festa, sagra, schiticchio. Insomma “No De Luca, No Party”, è stato più presente di un ispettore della Siae.

Molti villaggi sono stati tappezzati di manifesti con la scritta “wanted” sotto la foto del sindaco intento a suonare il tamburello. E’ stata messa anche una taglia per chi fosse riuscito a rubare lo strumento di persecuzione o, in alternativa, per chi provasse ad insegnargli a suonare. A Saponara Marittima quando abbiamo organizzato la salsicciata non abbiamo divulgato la notizia per timore che ci rovinasse la serata “Baby K” con “Ciuri ciuri”. Ma il supplizio di sentirlo suonare è niente rispetto a quello che sta succedendo ai dipendenti pubblici di ogni ordine e grado, nonché alla classe politica cittadina, abituata a ben altri ritmi.

Ogni mattina un messinese si sveglia e legge sul profilo facebook di De Luca il programma del giorno. Non importa che tu sia dipendente pubblico, dirigente, consigliere comunale, deputato, buttatore di mmunnizza, o qualsiasi altra cosa. Ogni mattina ti alzi e sai che se sei nel programma quotidiano di De Luca devi correre altrimenti te lo trovi sotto casa”.

C’è chi non riesce più a chiudere occhio terrorizzato all’idea che arrivi l’sms per la convocazione di una riunione alle 4 del mattino, c’è chi ha fatto un voto alla Madonna della Lettera perché fissi l’incontro alle 8.00 e chi ha messo come sveglia la voce di De Luca che elenca “il programma del giorno”. L’opposizione ha trovato l’arma vincente: sono state acquistate su Amazon dosi massicce di sonnifero.

Per i corsi di formazione del personale il sindaco ha già contattato i marines che inseguiranno i dipendenti ogni mattina intorno al Comune al grido di “militari siamo noi”. E’ già pronto un bando per cronometristi e motivatori.

A fine agosto i carabinieri hanno arrestato un tizio che andava in giro con un passamontagna e un’auto con targa truccata. Pensavano stesse per fare una rapina, invece si è scoperto che stava per scaricare il frigorifero accanto ad un cassonetto e temeva di finire nel selfie dell’amministrazione. Colto in flagranza si è autoconsegnato ai cc “meglio una notte in cella che vedere la mia foto su facebook per sempre”.

Anche il sindaco però è caduto in depressione. E’ successo quando ha scoperto che il tram volante non si può più fare. Il fantasioso progetto per fortuna non sarà varato perché il tram a Messina non può volare a causa della zavorra dei debiti lasciati dalla precedente gestione. Zavorre talmente pesanti che non solo non potrà mai volare ma sta sprofondando nel terreno e diventerà una metropolitana sotterranea.

Depressi anche i deputati chiamati a raccolta il sabato mattina alle 8.30 e anche consiglieri che hanno detto con un groppo in gola “pur di essere presente alla Commissione e al consiglio ho dedicato meno tempo a mio figlio” (citazione realmente pronunciata).

Il sindaco minaccia dimissioni se non seguono i suoi tempi, corre talmente tanto che tra due giorni festeggerà il Natale e sta preparando il presepe (la pecora ce l’ha già, è quella che si è portata a Piazza Cairoli).

Fa tanti di quei post quotidiani che ha battuto il record di comunicati di Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto messi insieme. Ha fatto talmente tanti incontri in due mesi che a un certo punto mi sono convinta di essere rimasta in vacanza due anni.

Ma questo è niente rispetto ai diktat nei confronti dei Consiglieri comuanli accompagnati dal “o lo fate o mi dimetto” Dopo i regolamenti, il risanamento, le scuole, ha chiesto che imparassero a memoria l’Epopea di Gilgamesh in due sole sedute di Commissione. A questo punto stremati hanno sbottato: “pi favureddu dimettiti picchì non cia facemu cchiù, e n’annamu tutti acasa”.

Finito con il Consiglio il sindaco sta preparando ordinanze per i Consigli di circoscrizione troppo lenti e sta pensando a regolamenti per le assemblee di condominio e per le riunioni di famiglia. Il mio amministratore di condominio ha convocato l’assemblea per giovedì prossimo alle 5 del mattino “chi non sarà presente e manda una delega sarà pubblicamente svergognato su facebook” e ha annunciato che ci interrogherà a saltare sui bilanci dell’is.48 degli anni 2016-2017-2018.  

Presa dal panico e dall’ansia da prestazione ho deciso di tornare indietro verso Saponara: sono abituata ad altri ritmi, 20 anni per uno svincolo, 18 per uno stadio, 14 per un Palacultura, mezzo secolo per le baracche. Abbiamo trascorso gli ultimi 5 anni a litigare sull’isola pedonale di via dei Mille (senza peraltro concludere niente).

E’ come passare da un disco da 78 giri a 33 giri o come premere ffwd il tasto di avanzamento veloce. Così ho deciso di tornare a Saponara, ma non avevo fatto i conti con la fila del viadotto Ritiro in direzione Palermo, ed infatti sono ancora lì, incolonnata ed è per ingannare l’attesa di 3 ore che ti sto scrivendo.

Rosaria Brancato

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2 commenti a “Donna Sarina non torna dalle ferie: a Messina è stato premuto il tasto ffwd”

  1. letterio.colloca ha detto:

    Bella l’ironia! ma fatta davanti al baratro dentro il quale potrebbe precipitare Messina. E’ tutt’altra cosa.Se l’ironia serve, ben venga.Le pillole di veleno per i suicidi credo si possano addolcire con una smorfia di sorriso -AMARO!Diamogli TEMPO;abbiamo conosciuto il PEGGIO!!!!!!

  2. burrascanu ha detto:

    scherzare può starci ma dimenticare da dove veniamo e chi ci ha governato non è scherzo. dott.ssa non bagnamoci prima che piova almeno ci lasci sperare di vedere un lumicino dopo cinque anni di buio.

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