"Cunnutu e babbu" allo zito della ex, la sentenza d'appello

“Cunnutu e babbu” allo zito della ex, la sentenza d’appello

Alessandra Serio

“Cunnutu e babbu” allo zito della ex, la sentenza d’appello

mercoledì 27 Maggio 2026 - 09:25

Lo stalking, le minacce e la "sciarra" in centro. Verdetto per un giovane messinese

Messina – Regge anche in secondo grado la condanna per il 25enne messinese accusato di stalking nei confronti della giovane ex fidanzata e il nuovo “zito”. In primo grado a fine del 2025 il ragazzo era stato condannato a 3 anni e 4 mesi per lesioni e stalking, pena che la Corte d’Appello di Messina (presidente Blatti) ha confermato per intero.

Offese e minacce allo zito della ex

“Ti schiaccio la testa sotto i piedi”. “Cunnutu e babbu, che ogni volta scappa come un pupo di pezza”, erano le frasi che il 25enne rivolgeva al nuovo ragazzo della sua ex, anche lei molestata sui social, in chat e di presenza. Una vicenda che andava avanti daa almeno 4 anni e diventando un vero e proprio incubo per le vittime di 27 e 26 anni.

Il processo

In primo grado il ragazzo, difeso dall’avvocato Ketty Terranova, ha rischiato la condanna a 5 anni e 4 mesi, sollecitata dall’Accusa, ma la Giudice alla fine del processo abbreviato ha derubricato l’accusa più pesante di sfregio permanente in lesioni, condannandolo a 3 anni e 4 mesi. Ma la Giudice Raffa lo ha assolto dall’accusa di stalking nei confronti della ex fidanzata, ha derubricato l’accusa, inizialmente contestata, di sfregio permanente in lesioni e ha stabilito la pena di 3 anni e 4 mesi, ora confermata in appello. Confermati i risarcimenti alle parti civili, assistite dagli avvocati Stefano Olivo e Cettina Miasi, e

Escalation di aggressioni e minacce

Il processo è nato dalla denuncia del 27enne malcapitato che ha ricostruito l’inizio di tutto, nel 2019, quando ha cominciato a frequentare la quasi coetanea che aveva da poco interrotto la relazione col giovane. Da allora è stato tutto un susseguirsi di offese via Instagram e chat, un continuo trovarsi l’ex alle spalle, che è arrivato a chiamarla anche 100 volte in un giorno, insultandola e minacciandola. La stessa sorte è toccata anche al fidanzato che dall’ex della ragazza in due occasioni le ha anche “buscate”.

La sciarra in centro

Il giovane è stato aggredito in una occasione in piazza Municipio dove si trovata con amici: una testata, un morso al petto, poi giù calci e pugni; era il maggio del 2020. Lo stesso anno il 25enne ha incontrato i suoi amici allo stadio Celeste e ha recapitato tramite loro il messaggio di “non farsi più vedere in giro perché aveva una pistola”, mentre in un’altra occasione, nel 2023, è stato aggredito mentre era seduto in un locale, in mezzo ad altri giovani.

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