Cosa hanno in comune i disagi all'aeroporto di Catania e la sospensione al fotofinish dell'incremento dei biglietti? L'assenza di pianificazione politica
di Marco Olivieri
SICILIA – Una Sicilia precaria. Il caos all’aeroporto di Catania “Vincenzo Bellini” e il caro biglietti dei traghetti per le Isole Eolie e le Egadi. Che cosa hanno in comune l’emergenza Etna, con quasi 200 voli deviati e disagi per circa 30mila passeggeri, e la sospensione all’ultimo minuto dell’aumento delle tariffe nei collegamenti con le isole minori? La parola chiave è programmazione. Da quanto tempo, e non è solo il governo regionale ad agire così, si vive di continue emergenze, senza prevenire e programmare?
Mancano pianificazione e prevenzione dei rischi a livello governativo. Latitano strategia e regia politica. Stenta a farsi largo la necessità di governare quel processo di interessi pubblici e privati che è alla base di ogni settore vitale per una regione e un Paese. Questo è un elemento deficitario di una politica che non riesce ad avere un lungo respiro.
Di emergenza in emergenza e di disastro in disastro. E non solo in Sicilia
Incendi, cambiamento climatico, prevenzione antismica, dissesto idrogeologico, carenze infrastrutturali tra autostrade e trasporti, prezzi alle stelle per chi viaggia, crisi sociale e disoccupazione che generano insicurezza, mafie e corruzione: quanti sono i problemi concepiti in termini di qui e oggi, appiattiti sul presente, e non di affinamento della macchina amministrative e dell’azione politica per invertire la rotta?
Vaghiamo nel buio, di disastro in disastro, pronti alla prossima emergenza, senza un’idea di futuro da costruire nell’oggi. E non solo in Sicilia.
Politica, dove sei?

