"Direttiva Carrubba, si faccia un passo indietro": i consiglieri di circoscrizione (di opposizione) all'attacco

“Direttiva Carrubba, si faccia un passo indietro”: i consiglieri di circoscrizione (di opposizione) all’attacco

Giuseppe Fontana

“Direttiva Carrubba, si faccia un passo indietro”: i consiglieri di circoscrizione (di opposizione) all’attacco

sabato 19 Settembre 2026 - 11:30

Si tratta della circolare firmata dalla segretaria e direttrice generale che imporrebbe ai consiglieri delle Circoscrizioni di far passare le segnalazioni dai presidenti

MESSINA – I consiglieri dei partiti di opposizione delle sette circoscrizioni messinesi hanno attaccato frontalmente la “direttiva Carrubba”, di cui si parla da tempo. Si tratta della circolare numero 4 dello scorso 12 agosto, firmata dalla segretaria e direttrice generale Rossana Carrubba, che imporrebbe ai consiglieri delle Circoscrizioni di far passare le segnalazioni dai presidenti. Già nelle scorse settimane è stata definita “bavaglio” dal centrodestra (i consiglieri della lista Scurria sindaco, Pippo Capurro e Marcello Scurria, l’hanno criticata a inizio settembre e tornano a criticarla oggi). Stamani, in conferenza stampa, le impressioni dei diretti interessati. Presenti anche i consiglieri comunali Scurria, Capurro e Libero Gioveni (capogruppo di Fratelli d’Italia). Antonella Russo (Pd) ha annunciato il proprio sostegno pur non potendo essere presente.

Cacciotto: “Iniziativa senza colore politico”

A introdurre è stato Alessandro Cacciotto. L’ex presidente della terza circoscrizione ha parlato della direttiva, soffermandosi su alcuni punti principali. Il primo è che “l’iniziativa di oggi è trasversale, non ha colore politico. Vogliamo solo riaffermare la dignità di un ruolo democraticamente eletto. È importante anche per le future generazioni. Abbiamo evidenziato che la direttiva è nata da un dirigente e che ha destinatari consiglieri, cioè organi politici. Riteniamo che un dirigente non possa dare direttive a un organo politico. Non comprendiamo questa entrata in scivolata, anche perché è la prima volta che viene fatta una direttiva simile”.

“Ecco perché lo chiamiamo bavaglio”

“Ma l’aspetto che abbiamo tutti colto – ha sottolineato Cacciotto – è che sia arrivata subito dopo le elezioni. A pensar male si fa peccato, però si può anche indovinare. Questa direttiva è arrivata in un momento storico in cui le tornate elettorali hanno consegnato le presidenze alla maggioranza, 6 su 7. Noi l’abbiamo chiamata ‘bavaglio’ perché abbiamo l’impressione che sia stata fatta per evitare problemi all’amministrazione. Noi non ci alziamo la mattina per fare polemica, ma per rappresentare le istanze del territorio. Ci auguriamo che il segretario faccia un passo indietro. Perché così è come se i consiglieri comunali dovessero passare dal presidente del Consiglio comunale o dal sindaco stesso. E mi preme sottolineare il silenzio dell’assessore al Decentramento Nino Carreri. Che senso ha questa delega se non si opera per il Decentramento?”

Verso: “Una situazione paradossale”

Poi Raffaele Verso, ex presidente del quinto: “Non c’è nessuna regola che avvale questa direttiva, anche perché le istanze possono arrivare da qualsiasi cittadino. È una contraddizione: noi consiglieri non possiamo segnalare, un comitato civico sì. È paradossale. Se una vecchietta viene a fare una segnalazione per un tombino hai il dovere di segnalare subito e lo facciamo noi perché sappiamo come fare. Non si può aspettare che torni la presidente. Sono felice che ci siano i consiglieri comunali a supportarci. Ma voglio ribadire che questo silenzio fa veramente paura. Questo è un editto, come quando alla democrazia veniva messo il bavaglio. I tempi della macchina amministrativa non sono questi e oltre tutto è anticostituzionale. Nella direttiva è scritto espressamente che non è un invito o un’opportunità, ma si parla di ‘puntuale osservanza’ della direttiva stessa”.

Maurotto: “Chiediamo chiarimenti scritti”

Emanuele Maurotto, il più giovane consigliere di circoscrizione eletto nel maggio scorso, ha poi ribadito la questione delle tempistiche: “Non è da sottovalutare il problema di dover rincorrere il presidente. Ci ritroviamo oggi note scritte a metà agosto non ancora inviate un mese dopo. Per di più i dirigenti sono confusi da questa direttiva. Abbiamo ricevuto risposte particolare. Ma il nostro ruolo qual è? Agevolare i presidenti? Preparare note per cui prendersi il merito? Chiediamo chiarimenti scritti alla segretaria Carrubba. Oggi di scritto su questa apparente opportunità”.

Costa: “I presidenti si sentivano scavalcati”

Sono intervenuti anche Giovanni Danzi, Mario Barresi, Giovanni Francesco Russo, Maddalena Bonanno, Alessandro Costa. Quest’ultimo ha sottolineato di essere stato “la prova provata di questa sciagura di direttiva. Il 12 agosto è stata fatta. Il 31 agosto ho posto all’attenzione dei dipartimenti una richiesta d’aiuto e mi è stato risposto che non potevano dare riscontro alla segnalazione perché sprovvista del visto del presidente. Lì abbiamo dichiarato guerra tutti insieme. Siamo passati da un ‘sarebbe opportuno’ a un no. Aggiungo: bellissimo aprire oggi i social e i giornali e leggere la nota dei 6 presidenti di Sud chiama Nord. Hanno sottolineato che la nostra protesta non è motivata, ma mentono sapendo di mentire. La direttiva è stata studiata a tavolino e fatta uscire puntualmente il 12 agosto ma già prima si sapeva. Loro si sentivano scavalcati dai consiglieri e già da tempo stavano cercando di istruire i consiglieri che non conoscono i regolamenti a fare così”.

Presenti alla conferenza anche altri consiglieri di circoscrizione: Francesco Pagano, Salvatore Scandurra, Claudia Minutoli e Salvatore Arena. Assente il presidente della seconda circoscrizione, Davide Siracusano, unico non di Sud chiama Nord. Quest’ultimo non ha partecipato proprio perché presidente (la direttiva, di fatto, colpisce “solo” i consiglieri).

Un commento

  1. Cittadino sconvolto 19 Settembre 2026 12:12

    …non ci sono parole…

    0
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