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Operazione Triade, processo a giugno per lo spaccio tra i Nebrodi e Barcellona

Alessandra Serio

Operazione Triade, processo a giugno per lo spaccio tra i Nebrodi e Barcellona

lunedì 20 Febbraio 2017 - 23:06
Operazione Triade, processo a giugno per lo spaccio tra i Nebrodi e Barcellona

Vaglio preliminare per l'inchiesta antidroga sui produttori di marijuana tortoriciani e i pusher di Barcellona: la metà degli imputati è stata rinviata a giudizio e sarà processata a Barcellona, l'altra metà ha scelto il rito abbreviato e sarà giudicata a marzo.

E' sfociata nel processo l'operazione Triade, l'inchiesta antimafia della Dda di Messina su un vasto giro di hashish e marijuana, prodotti sui Nebrodi sotto l’egida delle famiglie mafiose di Tortorici e rivendute sulla costa tirrenica da un'altra rete di spacciatori, operanti tra Milazzo e Barcellona Pozzo.

L'indagine è andata al vaglio del Giudice per l'udienza preliminare Salvatore Mastroeni che ha sdoppiato in due tronconi il processo.

Sono stati rinviate a giudizio le 10 persone che hanno scelto il rito ordinario, mentre gli altri imputati hanno scelto il rito abbreviato: torneranno davanti al Gup a marzo per essere processati.

Comincerà il 12 giugno prossimo davanti al Tribunale di Barcellona, invece, Antonino Cardillo, Danny Cardillo, Marco Coniglio, Giuseppe Maurizio Costa, Roberto Greco, Luca Iannello, Salvatore Iannello, Nicolino Isgrò, Ignazio Lombardo e Salvatore Pantè. Sono accusati, a vario titolo, di gestire il giro dello spaccio tra Messina, Milazzo e la costa tirrenica del messinese.

Il blitz dei Carabinieri è scattato il 20 luglio scorso, due mesi dopo l'attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, e ha colpito uno dei settori di maggior interesse criminale per la mafia tortoriciana, cioè la produzione di stupefacenti. Le indagini, partite nel 2013, avevano infatti svelato i collegamenti dei produttori nebroidei con altri due gruppi di pusher, autonomi, operanti a Milazzo e Barcellona.

Il ruolo "cerniera" tra i fornitori e produttori tortorichiani e i pusher barcellonesi, secondo gli investigatori, era di Nicolino Isgrò, gazie ai rapporti con Carmelo Galati Massaro da un lato, e col "triunvirato" barcellonese composto da Iannello, Biscari e Aricò.

Gli accordi tra i vari esponenti delle organizzazioni avvenivano sempre all'interno di un parcheggio di un centro commerciale del messinese, dove venivano concordati prezzi, quantità e modalità di consegna della droga.Tra le attività in cui operavano le tre organizzazioni criminali c'era anche quella delle armi, destinate al doppio ruolo di "protezione" dalle bande rivali e "intimidazione" nel territorio controllato.

Alessandra Serio

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