Ex Margherita, ecco il bando per il padiglione 10. Sarà Cittadella della Cultura e Biblioteca

Ex Margherita, ecco il bando per il padiglione 10. Sarà Cittadella della Cultura e Biblioteca

Marco Ipsale

Ex Margherita, ecco il bando per il padiglione 10. Sarà Cittadella della Cultura e Biblioteca

giovedì 13 Agosto 2026 - 09:30

I lavori dureranno un anno e mezzo a Messina

MESSINA – Il bando pubblicato lo scorso gennaio e poi revocato per una revisione degli atti. Sono trascorsi altri sette mesi e ora ci siamo davvero. Prende il via la procedura per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione dell’ex ospedale Regina Margherita di Messina. L’Ufficio Regionale di Committenza della Sezione Territoriale di Messina ha indetto la gara per l’affidamento dei lavori relativi al Padiglione 10, la struttura destinata a diventare la nuova sede della Biblioteca Regionale Universitaria all’interno della futura Cittadella della Cultura.

L’importo complessivo dell’appalto ammonta a 9 milioni 322 mila 325 euro, di cui 2 milioni 371mila per i costi della manodopera. L’aggiudicazione avverrà con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Un lotto unico per un’opera complessa

La scelta dell’amministrazione regionale è stata quella di optare per un lotto unico. La motivazione risiede nella natura e nella continuità strutturale dell’opera: lavorazioni edili, impiantistiche e di adeguamento sismico dovranno procedere in maniera coordinata secondo un cronoprogramma unitario per evitare interferenze e ritardi nei tempi di consegna.

Progettato originariamente negli anni ’30 dagli architetti Alfredo Bianco e V. Tomasetti, l’intero complesso ha visto la realizzazione dei Padiglioni 10 e 11 nel 1964 su disegno dell’ingegner Pasquale Marino. In stato di abbandono da tempo, il Padiglione 10 è stato escluso dalla dichiarazione di interesse culturale ordinaria, ma è tutelato da un vincolo di particolare interesse artistico. Il progetto esecutivo — elaborato dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto da F&M Ingegneria, F&M Divisione Impianti, Studio Fra Architettura e CMP Progetti — prevede la conservazione degli ingombri originari, con un profondo adeguamento sismico e una radicale ridefinizione architettonica. Tra gli interventi chiave figurano la demolizione e la ricostruzione in acciaio dei corpi scala e dell’ultimo piano, la posa di un rivestimento a cappotto e l’installazione di schermature esterne con frangisole in cotto smaltato lungo la facciata est.

L’organizzazione degli spazi e le soluzioni tecniche

L’edificio si svilupperà su più livelli con una suddivisione funzionale. Il piano seminterrato ospiterà locali tecnici e gli archivi, con aree blindate e spazi massivi per la conservazione dei volumi realizzati con partizioni in blocchi di argilla espansa. Al piano rialzato troveranno posto l’ingresso con area accoglienza, la sala polifunzionale, l’area multimediale, uffici e schedari. I piani dal primo al quarto saranno invece articolati con un doppio affaccio: le sale lettura e consultazione lungo il lato nord e gli uffici del personale sul versante sud.

A livello tecnologico, il progetto prevede la rimozione dei vecchi massetti per far posto a pavimentazioni sopraelevate posate su materassini acustici, pareti divisorie interne a secco e impianti a vista integrati con pannelli fonoassorbenti a soffitto.

L’accessibilità e l’incognita sugli altri padiglioni

La conformazione orografica ha richiesto soluzioni specifiche sul fronte dell’accessibilità. Il terreno presenta una pendenza variabile che da quota zero sale a 4 metri per poi scendere a 3 metri: forti dislivelli che hanno reso impossibile l’inserimento di rampe a norma sul prospetto orientale. L’ingresso senza barriere per le persone con disabilità verrà quindi garantito sul lato sud e attraverso il varco carrabile a nord.

Se il cantiere del Padiglione 10 è pronto a partire, resta aperto l’interrogativo sul destino del resto della struttura. Dalla documentazione tecnica emerge infatti che i progettisti hanno dovuto sviluppare l’intervento in assenza di uno studio di un piano generale consegnato per la Cittadella della Cultura. L’opera sul Padiglione 10 procede dunque sulla base di ipotesi di assetto futuro, anziché all’interno di un piano programmatico e unitario già definito per l’intera area.

Sullo sfondo rimangono gli altri edifici dell’ex Margherita. La programmazione regionale prevedeva l’uso del Padiglione 3 per gli uffici amministrativi della Regione e il recupero dei Padiglioni 1 e 2 per ospitare il museo archeologico e il museo del terremoto. Ma, con l’inaugurazione della sezione dedicata al terremoto al MuMe (il Museo Regionale “Accascina”), la destinazione di questi spazi potrebbe richiedere una revisione, lasciando aperto il dibattito sulla necessità di trasformare l’intero sito in un polo culturale integrato e innovativo.

Tempi e procedura di gara

Le imprese interessate avranno tempo fino alle ore 13 del 9 settembre 2026 per presentare la propria offerta tramite la piattaforma telematica Sitas “Tuttogare” della Regione Siciliana. L’apertura delle buste si terrà il 14 settembre 2026 alle ore 9 nella sede dell’Urc (Ufficio regionale di committenza) di Messina.

L’impresa aggiudicataria avrà a disposizione 540 giorni, cioè un anno e mezzo, per completare le lavorazioni e consegnare la struttura pronta all’uso.

L’incontro promosso da Tempostretto per la Cittadella della cultura

Da anni la nostra testata caldeggia il rilancio dell’ex Margherita. Fu nel corso di un incontro pubblico, organizzato il 12 luglio 2019 da Tempostretto, che l’allora presidente della Regione siciliana Nello Musumeci assunse l’impegno di sbloccare la situazione, individuando nuovi fondi. Sono trascorsi sette anni, ora finalmente un primo segnale concreto.

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