La riflessione dell'esponente del comitato Capo Peloro: "Danni d'immagine, divisioni, un brutto clima politico. Ma l'unità è ancora possibile"
MESSINA – A commentare il post corteo del Carnevale no ponte è anche Daniele Ialacqua, ex assessore ed esponente del comitato No ponte Capo Peloro. Un corteo segnato da scontri tra manifestanti e polizia e muri imbrattati. Scrive Ialacqua sulla sua pagina Facebook: “Non ero presente al corteo e inizio dalla fine con una domanda che faccio a me ed a tutte/i: qual è stato il risultato politico di questa manifestazione? Dire che è stato devastante per il movimento No ponte è dire poco: danni d’immagine per il movimento incalcolabili, divisioni forse insanabili all’Interno del fronte noponte, rapporto con parte della città compromesso, inasprimento del clima politico prima ancora che si entri nella fase più calda della lotta (si perché se non si fosse capito il bello o il brutto devono ancora arrivare)”.
Continua Ialacqua: “Altra domanda conseguente: c’è qualcuno/a degli organizzatori (ma chi sono?) che ha il coraggio di fare una serie autocritica sul perché è successo tutto questo? Perché tacciare di perbenismo chi si lamenta per le scritte sui muri, o minimizzare l’entità degli scontri con la polizia, è solo un modo per non rispondere e non ammettere il fallimento politico dell’iniziativa. Già, ma cosa è successo realmente? Per chi c’era o per chi ha visionato tutte le immagini e sentito il racconto di chi c’era, i fatti dovrebbero essere chiari ma purtroppo non è così. Ci sono ricostruzioni che vanno da chi ritiene che la polizia abbia subito l’attacco dei dimostranti a chi all’opposto dice che la polizia a freddo ha attaccato i dimostranti; da chi parla di lancio di bombe carte a chi parla di due petardi; da chi parla di ripetute cariche e chi parla di un paio di minuti di scontro”.
“Non esisteva un’organizzazione che gestisse il corteo”
Prosegue il rappresentante di No ponte Capo Peloro: “Quello che a mio avviso è successo e non doveva succedere è che non esisteva un’organizzazione (chi ha firmato l’appello del corteo?) che si assumesse la responsabilità della gestione del corteo. Ciò ha permesso che un gruppetto minoritario facesse indisturbato tutto quello che voleva, deformando le finalità stesse del corteo che da gioiosa sfilata si è trasformata in una tragica carnevalata tanto da costringere alcune/i, come si legge in alcuni post sui social, ad abbandonare il corteo. Si è ancora permesso che un gruppetto si staccasse dal corteo e fronteggiasse da solo, volutamente o meno, la polizia sul Boccetta, lanciando dei petardi mentre un pezzo del corteo scendeva sul viale Boccetta e il resto del corteo rimaneva in via XXIV Maggio senza partecipare agli scontri e non capendo probabilmente cosa stesse succedendo. Si è lasciata così in balìa della carica della polizia, spropositata e inutile, una decina di dimostranti che solo dopo un paio di minuti di scontri sono stati invitati da un manifestante a riprendere il percorso”.
Insiste l’ex assessore: “Sarebbe bastato un “mediatore” dell’organizzazione e/o delle forze dell’ordine per evitare lo scontro, e invece né da una parte né dall’altra nessuno/a si è assunta questa responsabilità. Sarebbe bastata una migliore ed equilibrata gestione della manifestazione, come recita il comunicato del Coordinamento Noponte, per evitare cariche inutili e scontri ravvicinati, continuati assurdamente anche la sera”.
Le divisioni sul fronte no ponte e l’appello al confronto, “la nostra battaglia non merita il volar di stracci”
E ancora: “Non è così che si organizza una manifestazione e che si tutelano coloro che hanno aderito al corteo convinti di partecipare a una sfilata carnevalesca, non è così che si promuovono in città i valori di una lotta ventennale contro il ponte, non è così che si gestisce l’ordine pubblico con reazioni spropositate e non giustificate. Che fare adesso? Le conseguenze politiche nefaste dell’iniziativa di sabato continuano e si amplificano sui social. Leggo di sguaiate critiche a chi, come il coordinamento noponte, ha assunto una posizione di mediazione equilibrata smarcandosi giustamente da una iniziativa che non ha promosso e che non si capisce chi ha promosso, senza esprimere acritiche solidarietà alle forze dell’ordine. Accuse di presunta subalternità politica e culturale all’unica narrazione da parte di certi no ponte, di tentativi di distinzione tra buoni e cattivi no ponte (si dimostra di avere memoria corta!), ci si accusa persino di essere presunti noponte, e via delirando”.
“Fermiamoci tutte/i! La battaglia che da oltre 20 anni a questa parte abbiamo intrapreso è così piena di valori e idealità che non merita questo volar di stracci. La lotta sarà sempre più dura, non possiamo sfilacciarci adesso, vediamoci”, conclude Ialacqua.

Tutto orchestrato ad arte per screditare un movimento che non ha mai fatto male a una mosca.
ripropongo, sperando che questa volta venga pubblicato, considerato che non è offensivo nei confronti di nessuno:
Tutto orchestrato ad arte per ledere l’immagine di un movimento che non ha mai fatto male ad una mosca.
Ancora una volta si deforma la realtà. Come si fa a definire spropositata, inutile e non giustificata la gestione dell’ordine pubblico da parte della polizia. Sbaglio o l’unico ferito si annovera fra le forze dell’ordine. Cosa avrebbe dovuto fare la polizia? Prego accomodatevi , lanciate tutti i petardi e pietre che volete tanto noi non reagiremo. Il Sig. Ialacqua pur dissociandosi dall’azione devastatrice dei manifestanti non perde l’occasione di alterare la realtà non giustificando la reazione giusta e doverosa della polizia. La solidarietà va trasmessa senza se e senza ma. La mia preoccupazione va al momento in cui cominceranno i lavori del ponte e allora la presunta devastazione della città non sarà per i necessari lavori , quanto piuttosto per le reazioni violente e terroristiche dei contrari al ponte. Quello che hanno fatto e ancora fanno i No Tav devono metterci in allarme.
Ognuno ha le proprie preoccupazioni e le proprie sensibilità!
La mia preoccupazione va al momento in cui cominceranno i lavori del ponte e alla conseguente devastazione della città di Messina e per come è stato partorito il calendario dei lavori, lo sarà per tanti anni.
La mia preoccupazione è questa, per altri che vogliono a tutti i costi il ponte sono altre … vero signor Jumpy …
adesso buttiamo tutto sulla paura. … se vede un presunto nesso tra No Tav e No Ponte è una sempre presunta paura che lei ha e di questo me ne dispiaccio, ma non è così!
Buon pomeriggio
Gente che manifesta con il volto coperto non è normale ed inoltre la legge di questa Repubblica lo vieta
Questi individui devono essere fermati e identificati.
Nascondere il volto cela fin troppo spesso l’intenzione di accendere gli animi proprio duranti le manifestazioni
Inoltre chi organizza è, a mio avviso, responsabile.
I No Ponte……è da anni che manifestano. E che hanno concluso? Ad oggi basta uno schiocco di dita e lo fanno. Potranno scendere pure dalla Germania, Svezia,Austria sarà tutto inutile. Quindi ex assessore, stia a casa che è meglio!