Nella caserma dei carabinieri di Tremestieri sono stati ascoltati Alessandro Panarello e Pietro Leone. Pasquale D'Alì nei prossimi giorni
MESSINA – Il giorno degli interrogatori. La Procura della Repubblica indaga sulle cause del crollo della palazzina a Pistunina. Stamattina, alla caserma dei carabinieri di Tremestieri, sono stati sentiti dalle sostitute Anna Siliotti e Antonietta Ardizzone gli indagati Alessandro Panarello e Pietro Leone. Pasquale D’Alì, sottoposto a un intervento chirurgico al Policlinico dopo la fuga dallo stabile, sarà ascoltato nei prossimi giorni. Ed è assistito dall’avvocato Antonello Scordo.
Le ipotesi di reato sono tre: omicidio colposo plurimo, rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno. A essere iscritti nel registro degli indagati l’imprenditore (Panarello) alla guida della società che aveva preso in affitto l’intero pianterreno (ex supermercato) per realizzare una macelleria, il titolare dell’impresa (D’Alì) a cui erano stati affidati i lavori di ristrutturazione, l’ingegnere (Leone) che sarebbe stato chiamato a coordinare i lavori.
La Procura della Repubblica di Messina indaga sul possibile nesso con alcuni lavori in corso nello stabile. E da verificare è l’eventuale situazione critica dei pilastri. Il tutto mentre ancora si scava tra le macerie per trovare gli ultimi due dispersi.
Da parte sua, intervistato dal Tg1, l’ingegnere Pietro Leone, che progettò la palazzina nel 1989, nega di aver coordinato i nuovi lavori.
L’avvocato Silvestro: “Alessandro Panarello è estraneo ai fatti”
“Il signor Alessandro Panarello ha fornito la sua versione della vicenda. È estraneo ai fatti. E ha ricostruito il suo rapporto con i Leone. Siamo sereni. Gli accertamenti dell’autorità giudiziaria chiariranno”, ha detto l’avvocato Salvatore Silvestro, che assiste l’imprenditore Alessandro Panarello. “Ci sono indagini in corso e non posso dire nulla”, ha invece dichiarato l’imprenditore.
A sua volta, l’ingegnere Pietro Leone, assistito dagli avvocati Sebastiano Campanella e Maurizio Di Silvestro, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

