L'incontro nella sede dell'Associazione della stampa insieme al sindaco Basile. Il presule ricorda il fondatore Fulci ("personalità messinese insigne")
di Carmelo Caspanello

MESSINA – “Si metta sempre al centro la dignità dell’uomo. E si tenga conto della funzione sociale della stampa”. Sono i punti cardine dai quali l’informazione non può prescindere, ad avviso di mons. Cesare Di Pietro, il Vescovo ausiliare di Messina, che ha ribadito parlando ai giornalisti, in occasione delle festività natalizie. “Avete un compito importante, non solo sul piano dell’informazione – ha detto mon. Di Pietro – ma anche per spronare le pubbliche amministrazioni e le istituzioni a prendere coscienza che questo territorio va maggiormente valorizzato. In primo luogo mettendo in luce le bellezze sepolte e sconosciute ai più (la Badiazza, i Forti umbertini, il Forte Gonzaga, la Cortina del porto, il Cuppari, le bellezze di Messina non valorizzate).
In secondo luogo promuovendo il risanamento sociale ed edilizio dei quartieri dormitorio. Nei giorni scorsi sono stato a Camaro S. Paolo e mi ha colpito l’area degradata davanti alla chiesa, un anfiteatro, che può essere destinato alla fruizione dei giovani, che rimangono per strada. L’unico riferimento è l’oratorio parrocchiale, ma ha locali piccoli. Ecco, la stampa può scovare questi angoli e spronare chi di competenza. Anche a Giostra, si creino spazi adeguati”.

Il Vescovo ha incontrato i giornalisti nella sede dell’Assostampa di piazza Antonello, dove ad accoglierlo c’era il segretario provinciale Sergio Magazzù. Mons. Di Pietro si è soffermato in particolare sulla figura di Ludovico Fulci, primo presidente e fondatore dell’Associazione della stampa. “Una personalità insigne della nostra città – ha detto – ancorché non si professasse cattolico e fosse un liberal massone, secondo lo spirito del suo tempo. Ma era un uomo di grande apertura sociale e splendida filantropia”.
Da Fulci ai giorni nostri l’informazione è molto cambiata: “C’è in mezzo la rivoluzione di internet – sottolinea Di Pietro – paragonabile a quella della stampa del quindicesimo secolo. Oggi bisogna stare molto attenti perché l’informazione contiene molte fake news e tanta spazzatura, è diventata così pervasiva che se non è accompagnata da una funzione educativa rischia di essere devastante. Il giornalista ha una grande responsabilità, quella di portare alla luce i valori veri”.
