Giallo di Montagnareale, sabato le autopsie. Al vaglio il ruolo del "quarto uomo"

Giallo di Montagnareale, sabato le autopsie. Al vaglio il ruolo del “quarto uomo”

Alessandra Serio

Giallo di Montagnareale, sabato le autopsie. Al vaglio il ruolo del “quarto uomo”

giovedì 29 Gennaio 2026 - 16:10

La chiave nelle investigazioni scientifiche. Carabinieri a caccia di tracce nel bosco. La versione dell'altro cacciatore

Patti – Sarà l’autopsia a chiarire il primo punto al centro del giallo di Montagnareale. L’esame medico legale sui corpi dei fratelli Davis e Antonio Pino di San Pier Niceto e dell’82enne Antonio Gatani sarà effettuato sabato prossimo all’obitorio dell’ospedale Papardo di Messina dal dottore Giovanni Andò. Il medico legale ha esaminato i tre corpi già ieri sera, nel bosco dove sono stati ritrovati, trovando i segni di almeno 4 colpi di arma da fuoco, due dei quali hanno raggiunto una delle vittime mentre almeno un altro colpo è stato rinvenuto rispettivamente sugli altri due corpi.

I corpi parlano

Nel fitto del bosco, umico e coperto di vegetazione, al buio rischiarato dalle lampade degli investigatori, non è stato possibile per il dottore Andò offrire con chiarezza una prima ipotesi di quel che è accaduto né verificare se ci fossero altri segni di colpi, sul corpo dei tre cacciatori. Il primo screening sembra però escludere la possibilità che uno dei tre si sia suicidato. Ma sarà soltanto l’autopsia a fornire maggiori elementi, anche sulla natura dei colpi, la distanza da cui sono stati sparati, se sono compatibili con i fucili che i tre uomini avevano ancora addosso o se, invece, sono stati esplosi da un’altra arma.

Un agguato o un incidente di caccia?

Tutte le ipotesi restano al vaglio, quindi, dall’incidente di caccia all’agguato premeditato. Resta escluso invece, almeno per il momento, lo sfondo criminale: nessuno dei tre, stando ai primi riscontri dei carabinieri che si occupano del caso, aveva legami con la criminalità organizzata. E resta da chiarire il ruolo del “quarto uomo”, ovvero il cacciatore, già ascoltato ieri pomeriggio, che ha raccontato di aver accompagnato l’82enne alla battuta di caccia al cinghiale e di essersi allarmato quando, dopo che si erano divisi, Gatani non aveva fatto ritorno. L’uomo al momento non è stato fermato ma non è escluso che saranno effettuati esami anche sulla sua arma, oltre che su quelle trovate accanto al corpo dei tre cacciatori.

A caccia di testimoni

La sostituta procuratrice Roberta Ampolo, a lavoro sotto il coordinamento del procuratore capo Angelo Cavallo, ieri sul posto a Montagnareale, ha chiesto alla Scientifica dei Carabinieri di effettuare un altro sopralluogo, oggi, alla ricerca di ulteriori tracce, soprattutto intorno alla ristretta area dove sono stati rinvenuti i tre corpi, proprio per capire se c’era qualcun altro, nei momenti della tragedia. Al vaglio anche i dati che saranno forniti dai cellulari in uso ai tre cacciatori, mentre vanno avanti a tamburo battente le audizioni delle persone che conoscevano le vittime. Si cercano possibili testimoni dei loro ultimi spostamenti.

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