La manifestazione di oggi pomeriggio: un appello a "fermare il massacro". All'iniziativa partecipa il nostro editore Pippo Trimarchi. "Siamo oltre 300mila", hanno sottolineato gli organizzatori
ROMA – Parte il corteo per “fermare il massacro” in piazza San Giovanni. Molta partecipazione, anche emotiva, tra i manifestanti oggi pomeriggio a Roma. La manifestazione è pacifica, con nessun coro contro Israele ma una sola invocazione: “Per Gaza pace, vita e libertà”. All’iniziativa partecipa l’editore di Tempostretto Pippo Trimarchi.
“Stop al massacro, questa è un’Italia che non tace”
“Siamo oltre 300mila. Un’enorme folla per la pace e per i diritti dei palestinesi oltre i confini dei partiti. E per chiedere al governo Meloni di prendere posizione”, è stato sottolineato dai leader politici. Così la segretaria del Pd Elly Schlein: “È un’enorme riposta di partecipazione per dire basta al massacro di palestinesi e ai crimini del governo di estrema destra Netanyahu. Questa è un’altra Italia, che non tace come fa il governo Meloni. Un’Italia che invece vuole la pace vuole il cessate il fuoco immediato la liberazione di tutti gli ostaggi, gli aiuti umanitari e vuole il riconoscimento dello Stato di Palestina. Una grande risposta popolare, questa è l’Italia che vogliamo”.








“Fermiamo il massacro. Basta complicità. In piazza per Gaza è una manifestazione nazionale per fermare il massacro del popolo palestinese”. Così in una nota congiunta i leader di Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito democratico Bonelli, Fratoianni, Conte e Schlein.
Come abbiamo già scritto, l’iniziativa, dopo una mozione bocciata dalla maggioranza contro “i crimini del governo Netanyahu a Gaza”, ha il merito di compiere un passo in avanti per sensibilizzare l’opinione pubblica.
La prima a prendere la parola è stata la giornalista Valentina Petrini che ha moderato gli interventi. “L’unico dovere etico di noi giornalisti – ha detto – è stare dalla parte dei deboli. E’ ridicolo continuare a dividerci sulle parole: è genocidio, è pulizia etnica” (fonte Ansa). Un concetto ribadito pure da Pierluigi Bersani: “Chiamatelo come volete, ma è un massacro che va fermato. E serve una politica all’altezza.
Tra i momenti più significativi, la testimonianza di un israeliano che è stato in carcere perché si è rifiutato di arruolarsi nell’esercito.
La mozione unitaria
Ecco i punti principali della mozione di Pd, Avs e Cinquestelle in Parlamento, destinatario il governo:
- “Riconoscere lo stato di Palestina come Stato democratico e sovrano e promuoverne il riconoscimento anche da parte di tutta l’Unione Europea
- Esigere in tutte le sedi internazionali e multilaterali il cessate il fuoco immediato in Palestina, la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hams, la fornitura di aiuti umanitari, il rispetto della tregua in Libano e il pieno rispetto del diritto internazionale
- Sostenere il cosiddetto “Piano arabo” per la ricostruzione e la futura amministrazione di Gaza, condannando qualsiasi piano di espulsione dei palestinesi da Gaza e Cisgiordania
- Sospendere immediatamente forniture, autorizzazioni e compravendita di armi con Israele
- Sostenere in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale
- Esigere la fine dell’occupazione militare illegale dei territori palestinesi in Cisgiordania e l’illegale creazione e sostegno di insediamenti israeliani
- Promuovere la sospensione dell’accordo di associazione Eu-Israele per le ripetute violazioni del diritto internazionale
- Dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu e Gallant
- Sostenere in tutti i consessi europei e internazionali la legittimità della Corte penale internazionale“.

Tutti ‘sti personaggi volenterosi perché non vanno a manifestare a Gaza, anziché creare disagi in Italia.
Il male non è solo di chi lo commette, ma anche di chi non fa nulla per impedirlo, ha scritto Tucidide.
I governi debbono attivarsi e le manifestazioni servono , come diceva Socrate , da tafano che pungola il cavallo ateniese.
Oppure stiamo zitti e lasciamo fare la pulizia etnica, diventandone corresponsabili. Perché solo di pulizia etnica si tratta.
La manifestazione, in Italia, forse passerella elettorale del referendum, contro l’Italia, non cambia nulla per la Palestina. Hanno manifestato oggi anche ai confini, in Israele, una manifestazione realmente positiva. Manifestare in Israele ha un peso diverso. Manifestare contro l’Italia, il governo italiano, non porta, a mio parere nessun risultato, mentre andare a manifestare in Israele, come fanno tanti, è realmente importante. Più è forte e partecipata la protesta nel territorio israeliano, più sono alte le possibilità di bloccare i bombardamenti.