La replica di Saccomanno, il collaboratore calabrese di Salvini uscito dal cda della Stretto a un passo dall'inchiesta
“Dal mio punto di vista è tutto aberrante, basta leggere quanto mi contesta la Procura e si vede che sono fatti che non stanno assieme, fuori da ogni logica giuridica e razionale”. Così Giacomo Francesco Saccomanno, ex consigliere di amministrazione della Stretto di Messina Spa coinvolto nei presunti casi di corruzione, commenta così l’avviso di garanzia spiccato nei suoi confronti dalla Procura di Roma.
Inchiesta sul Ponte, chi è Saccomanno
Già consulente esperto del ministro Matteo Salvini, fino al 2024 commissario calabrese della Lega, sindaco di Rosarno dal 2003 al 2005, è stato anche presidente di Accademia Calabria, di cui è stato responsabile delle relazioni l’altro indagato: Vincenzo Virgiglio. Saccomanno era entrato nel Cda della Stretto su indicazione della Regione Calabria ma alla fine di aprile era stato sostituito da Marco Stasi, un giovane ingegnere, già presidente provinciale della Gioventù Nazionale Crotone e ricercatore a UniCal.
La versione sull’amico Miele
“Non mi risulta di aver mai parlato con Miele del parere della Corte dei conti, non ho avuto alcun rapporto di questo tipo -dice a proposito dell’inchiesta Saccomanno – se poi tra amici, come siamo io e Tommaso, commentiamo quanto accaduto e condividiamo i timori di una decisione politica dalla Corte dei conti, – quale è poi stata – non ci vedo alcun problema”. “Tra l’altro non so se lui ha partecipato all’udienza che ha deciso le scelte finite al centro dell’indagine”.
L’indagato: “Subito la legge su responsabilità civile dei pm che sbagliano”
“Quella messa in campo dagli inquirenti è una ricostruzione ‘politica’, vogliono colpire Salvini, il Ponte e anche il povero dottor Miele”. “Non ho sentito il leader della Lega ma posso capire la sua amarezza, vogliono impedire la realizzazione di un’opera straordinaria, fondamentale per la crescita del sud. Questo va detto, sono queste le scelte politiche che fa la sinistra e gli stessi magistrati – aggiunge Saccomanno, che conclude – Ora bisogna fare chiarezza, io sono certo di dimostrare la correttezza della mia condotta, sono pronto a chiarire tutto, ma poi pensi se uno che ha combattuto la mafia, i criminali, si fa intimorire da quanto sta succedendo. Certo si deve subito fare la legge per la responsabilità civile dei pubblici ministeri che sbagliano”.


di aberrante c’è solo il Ponte, poi che dietro un’opera del genere ci possano essere pressioni di ogni tipo, tentativi di corruzione, malversazioni e tanto altro mi sembra più che normale.