Il giro di fatture intorno alle società di Cateno De Luca, prosciolto l'ex onorevole regionale - Tempostretto

Il giro di fatture intorno alle società di Cateno De Luca, prosciolto l’ex onorevole regionale

Alessandra Serio

Il giro di fatture intorno alle società di Cateno De Luca, prosciolto l’ex onorevole regionale

martedì 09 Giugno 2015 - 16:53

Si chiude col non doversi procedere l'udienza preliminare per il sindaco di Santa Teresa, il fratello Tindaro ed altri quattro indagati al centro degli accertamenti della Guardia di Finanza sulle sigle che ruotavano intorno all'esponente politico.

Erano da poco passate le 16, oggi pomeriggio, quando il Giudice per l'udienza preliminare Giovanni De Marco è tornato in aula per leggere il verdetto: "non doversi procedere perché il fatto non sussiste". Verdetto che è stato accolto con visibile soddisfazione dal collegio difensivo, e con un sospiro di sollievo a capo reclinato indietro dal principale indagato: Cateno De Luca, oggi sindaco di Santa Teresa di Riva, ex primo cittadino di Fiumedinisi, ex onorevole regionale, candidato alla presidenza. Insieme a lui ad aspettare il verdetto era anche il fratello Tindaro, titolare della impresa costruttrice Dioniso, e altre quattro persone, titolari delle sigle collegate a De Luca. L'indagine della Guardia di Finanza oggi di fatto archiviata riguardava un giro di fatture emesse da una serie di società tra il 2009 e il 2011, che secondo l'accusa erano quanto meno "opache" se non false, e celavano un'attività di finanziamento parallela. Tra le sigle coinvolte, oltre alla società costruttrice intestata al fratello ed altre imprese edili, anche una tv locale e la struttura gemella al patronato Fenapi, finito nel mirino dei controlli anche per una segnalazione dell'Inps sul Caf, il centro fiscale. L'ente di previdenza lamentava una serie di irregolarità nelle cartelle contributive gestite dai clienti dello stesso Caf.

Il giro di fatture false era stimato intorno ai 200 mila euro. Errori materiali nella contabilità in alcuni casi, in altri casi errata interpretazione da parte degli investigatori. Questa la tesi dei molti difensori, in testa il noto avvocato Carlo Taormina, che hanno chiesto e ottenuto il non doversi procedere dei propri assistiti.

"Dopo 4 anni di indagini , intercettazioni telefoniche, pedinamenti durante le ultime mie campagne elettorali abiamo finalmente dimostrato che non ho commesso i reati che mi contestavano: appropriazione indebita – abuso d'ufficio – peculato. Quante notti insonni passate sulle carte, quanti soldi spesi per gli avvocati ed i consulenti …Dei 17 procedimenti penali aperti nei miei confronti in questi anni: 16 chiusi in mio favor. L'ultimo è' ancora in corso e ci farà ancora penare per qualche anno.. Andiamo avanti!". Questo il commento di De Luca, postato sul suo profilo Facebook subito dopo l'udienza, accompagnato anche da qualche scatto effettuato durante la lunga giornata d'uienza, compreso un selfie da indagato in attesa di sentenza.

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2 commenti

  1. CastorinaCarmelo 13 Novembre 2017 07:36

    La Vigilanza da parte della “”Guardia di Finanza è quanto mai opportuna, visto in quale contesto ci muoviano, poi in sede giudicante: chi non ha scheletri nell’armadio può dormire sonni tranquilli…..

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  2. CastorinaCarmelo 13 Novembre 2017 07:36

    La Vigilanza da parte della “”Guardia di Finanza è quanto mai opportuna, visto in quale contesto ci muoviano, poi in sede giudicante: chi non ha scheletri nell’armadio può dormire sonni tranquilli…..

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