Fusione Piemonte-Neurolesi: ha vinto la politica che ci mette la faccia,ascolta e si confronta - Tempostretto

Fusione Piemonte-Neurolesi: ha vinto la politica che ci mette la faccia,ascolta e si confronta

Rosaria Brancato

Fusione Piemonte-Neurolesi: ha vinto la politica che ci mette la faccia,ascolta e si confronta

martedì 26 Maggio 2015 - 22:05

E' prevalso il confronto. Sull'accorpamento Piemonte-Neurolesi dopo un inizio burrascoso e la sospensione dell'incontro alla fine ha vinto la buona politica. I deputati Formica e Picciolo, il sindaco Accorinti che hanno sposato il progetto per il polo di riabilitazione hanno illustrato il ddl che si avvarrà, nelle prossime fasi dell'apporto tecnico del dottor Macrì. Resta perplesso il Comitato: "Attendiamo gli atti definitivi"

Alla fine, nonostante i tentativi (riusciti) di buttarla in caciara, nonostante la tensione sia salita alle stelle e sia dovuta intervenire la digos e la seduta sia stata sospesa, ha prevalso la politica dell’ascolto, quella che prova a dare risposte al territorio, a volte anche sbagliando, ma mettendoci sempre la faccia. Sulla vicenda Piemonte-Neurolesi sullo scontro ha prevalso il confronto ed i risultati dell’avvio del dialogo si vedranno nelle prossime settimane. E’ stato un incontro diviso in due fasi, quello nell’Aula consiliare di Palazzo Zanca, voluto da Massimo Finocchiaro, coordinatore provinciale del Megafono, con l’obiettivo di fare dialogare le due parti per trovare quella soluzione nell’interesse dei messinesi che sta a cuore ai protagonisti di entrambi i fronti. E’ indubitabile che chi a Palazzo Zanca ci ha messo la faccia, come i deputati regionali Beppe Picciolo e Santi Formica, affrontando il fuoco di fila delle contestazioni, ha dato dimostrazione di una politica che non scappa, si assume le responsabilità delle proprie scelte, ed è pronta a recepire le istanze e correggere il tiro. E’ la politica che non si sottrae, prende impegni, li porta avanti e si confronta.

Se in questo momento c’è all’Ars un disegno di legge per la nascita della nuova azienda Piemonte-Neurolesi è proprio grazie alle battaglie della scorsa estate del Comitato salvare l’ospedale e di quel protocollo d’intesa siglato il 6 novembre dal Comitato con l’Irccs, Cisl, Uil e Ordine dei medici.

Ad illustrare il disegno di legge che dovrà passare dal vaglio dell’Assemblea regionale e al quale farà seguito un decreto assessoriale, sono stati i deputati regionali Santi Formica e Beppe Picciolo. Entrambi hanno ricordato come nell’agosto del 2014 stando al decreto Balduzzi ed al piano di riordino della rete ospedaliera il Piemonte aveva i giorni segnati: il pronto soccorso era destinato a chiudere ed il punto nascita stava per essere trasferito al Papardo.

I due deputati (presente anche il collega Filippo Panarello) hanno ribadito, leggendo anche il testo del ddl approvato che l’emergenza-urgenza del nosocomio non sarà toccata e che la fusione tra le aziende non comprometterà il pronto soccorso nella sua forma attuale. “Siamo partiti da un ospedale chiuso- ha detto Formica– Invece adesso abbiamo, come ha detto il presidente della commissione Digiacomo resuscitato un morto. Anche a me sarebbe piaciuto dire: voglio il Piemonte raddoppiato, con 300 posti letto, centinaia di medici e poi, dopo la naturale sconfitta, dire ci ho provato, ho fatto la battaglia. Troppo comodo. Se invece il pronto soccorso è salvo è grazie a questa fusione, che consentirà di realizzare il polo di riabilitazione di tutto il meridione”.

A non poter essere salvato (non sarà un trasloco immediato fin quando Policlinico e Papardo non saranno sufficientemente attrezzati) è, purtroppo, il punto nascita, che in un anno registra mille parti, a riprova della vitalità del nosocomio e del fatto che sia indispensabile tenere conto dei numeri.

“Le parole sono pietre- ha spiegato Picciolo- e noi abbiamo il dovere di credere alle parole dell’assessore Borsellino e di un disegno di legge che fissa in modo chiaro e inequivocabile l’intangibilità del pronto soccorso con i reparti collegati. Vigileremo come abbiamo fatto finora perché i dirigenti rispettino i paletti messi. Noi ci mettiamo la faccia per salvare il Pronto soccorso e prendiamo questo impegno. Non abbiamo scheletri nell’armadio, proprio per questo, chiedo che il dottor Macrì, componente del Comitato salvare l’ospedale, in quanto tecnico, illustri in sede di Commissione Ars tutte le perplessità e spieghi cosa serve e cosa no per conservare l’emergenza-urgenza. L’amarezza resta per il punto nascita che non siamo riusciti a salvare, nonostante l’eccellenza. Ma sul pronto soccorso c’è il nostro impegno davanti alla città. Oggi è salvo e lo sarà anche domani”.

I Dr hanno proposto la cittadinanza onoraria per l’assessore Lucia Borsellino che, ad agosto, era di tutt’altra idea sulle sorti del Piemonte e che dopo l’ok del ministro Lorenzin al progetto, ha sposato la fusione tra le due aziende.

Ad esprimere perplessità per un “work in progress” che rischia di riservare brutte sorprese quando si passa ai dettagli è stato Silvano Arbuse “non credo alle dietrologie, quel che mi preoccupa non è il work ma il progress…. Non possiamo mettere alcun sigillo se prima non vediamo gli atti”. Il dottor Giacomo Nicocia, responsabile del governo clinico del Papardo, insieme al direttore generale dell’Irccs Angelo Aliquò erano pronti a rispondere alle domande sui protocolli d’intesa, quando gli animi si sono surriscaldati. Il sindaco Accorinti era appena entrato in Aula quando un infermiere in pensione che dall’inizio aveva più volte interrotto gli interventi, è andato in escandescenze. Solo l’intervento immediato della digos ha calmato gli animi, ma il clima era tale che la seduta è stata sospesa per oltre mezz’ora. Sempre grazie all’intermediazione della digos i lavori sono ripresi in un clima di confronto al punto che Macrì contribuirà alla fase due del ddl e le parti torneranno ad incontrarsi nelle prossime settimane. Frattanto, deputati e Comitato vigileranno.

Il sindaco Accorinti ha ribadito il suo sì convinto alla fusione tra Neurolesi e Piemonte: “Quest’unione porta posti di lavoro, servizi sanitari di eccellenza, resta il pronto soccorso, saranno utilizzati i 12 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ospedale, più i fondi per la ricerca. Il ministero pensa addirittura di destinare 155 posti letto. Il punto nascita non si deve spostare fin quando gli altri due ospedali non saranno adeguati. Io capisco la protesta ma non può esserci solo quella, si deve essere propositivi.”

La seconda parte del dibattito ha visto la sala del consiglio svuotarsi. Gli inviti alla pacatezza nell’interesse della città, lanciati dalla presidente del consiglio comunale Emilia Barrile “deve prevalere l’interesse dei messinesi ed è questo l’unico fine al quale tutti lavoriamo” e da Massimo Finocchiaro: “Non serve lo scontro ma il dialogo per andare tutti nella stessa direzione che è quella di far crescere Messina”, non sono stati accolti. La seconda parte è stata quella più costruttiva durante la quale, nonostante le naturali divergenze di vedute tra il Comitato, con gli interventi di Arbuse, Minasi “stiamo lasciando l’opinione pubblica a bagnomaria, abbiamo bisogno di verità”, e del professore Diego Celi “emergenza urgenza non sono parole vuote, hanno un senso e ci devono spiegare se davvero il nuovo polo riuscirà a garantire entrambe” è emersa la volontà di lavorare alle fasi che porteranno al decreto assessoriale ed ai protocolli d’intesa.

Resta perplesso il Comitato come si legge nella nota del presidente Marcello Minasi: “La grande bugia che l’Ospedale Piemonte è salvo rimane fino a quando non vedremo i provvedimenti definitivi. L’unico dato emerso è la grande confusione generata da proclami e da prospetti diversi tra loro, mentre il ddl appare quale scatola vuota, nella quale l’unica certezza è il “regalo” degli edifici del Piemonte al Centro Neurolesi. Rimane la preoccupazione che sia cancellato l’Ospedale, cioè un DEA di primo livello con le specialistiche necessarie al primo soccorso, al ricovero e alla cura”. Arbuse e Minasi concludono ““Rimarremo vigili sul controllo degli atti dei parlamentari, della Commissione Sanità e del Governo”.

Deputazione regionale trasversale (Formica-Picciolo-Germanà-Panarello) e amministrazione Accorinti hanno sposato il progetto del polo di riabilitazione senza rinunciare alla mission di emergenza-urgenza. Sulla salvezza del Piemonte, oltre al disegno di legge che è al primo passaggio e quindi emendabile e migliorabile, la faccia la stanno mettendo in tanti e si stanno impegnando a vigilare che non ci siano “sorprese”. Lo sforzo comune, nato anche da posizioni iniziali ed idee politiche diverse, è quello di scommettere su un progetto che punta a dare risposte al territorio e a guardare all’eccellenza. E’ un percorso che, probabilmente per la prima volta, la politica ha intrapreso non per scappare dalle problematiche ma per risolverle. E già questo è un risultato.

Rosaria Brancato

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6 commenti

  1. Pur concordando e apprezzando l’impegno profuso per la risoluzione della problematica Piemonte , sono in totale disaccordo con questa pratica illusoria ed inutile del conferimento di cittadinanze onorarie .

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  2. Pur concordando e apprezzando l’impegno profuso per la risoluzione della problematica Piemonte , sono in totale disaccordo con questa pratica illusoria ed inutile del conferimento di cittadinanze onorarie .

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  3. liliana parisi 27 Maggio 2015 10:16

    Veramente quello dei politici non è un dialogo,bensì un monologo!Tutta la mia solidarietà va all’infermiere in pensione:avrà sbagliato nella forma, ma non nella sostanza!Se ne accorgeranno i buddaci messinesi quando il Piemonte diventerà un cronicario al servizio di Bramanti e dei suoi,il Papardo resterà deserto e il Policlinico sovraffollato,specie per quanto riguarda Ostetricia e Pediatria.La fusione in unica azienda ospedaliera sarebbe stata cosa buona e giusta se si fossero mantenuti al Piemonte i reparti che sono necessari per definire OSPEDALE una struttura sanitaria; non mi pare sia così.Ma purtroppo molti, sindaco in testa,non lo capiscono;ma lo capiranno col tempo!

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  4. liliana parisi 27 Maggio 2015 10:16

    Veramente quello dei politici non è un dialogo,bensì un monologo!Tutta la mia solidarietà va all’infermiere in pensione:avrà sbagliato nella forma, ma non nella sostanza!Se ne accorgeranno i buddaci messinesi quando il Piemonte diventerà un cronicario al servizio di Bramanti e dei suoi,il Papardo resterà deserto e il Policlinico sovraffollato,specie per quanto riguarda Ostetricia e Pediatria.La fusione in unica azienda ospedaliera sarebbe stata cosa buona e giusta se si fossero mantenuti al Piemonte i reparti che sono necessari per definire OSPEDALE una struttura sanitaria; non mi pare sia così.Ma purtroppo molti, sindaco in testa,non lo capiscono;ma lo capiranno col tempo!

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  5. è importante aprire il Piemonte ai cerebrolesi,a Messini ci ne sono tanti e come ce ne sono!!!!

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  6. è importante aprire il Piemonte ai cerebrolesi,a Messini ci ne sono tanti e come ce ne sono!!!!

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