Sul palco del Piccolo Shakespeare del Carcere di Gazzi va in scena "Ottimista" - Tempo Stretto

Sul palco del Piccolo Shakespeare del Carcere di Gazzi va in scena “Ottimista”

Sul palco del Piccolo Shakespeare del Carcere di Gazzi va in scena “Ottimista”

venerdì 25 Maggio 2018 - 07:49
Sul palco del Piccolo Shakespeare del Carcere di Gazzi va in scena “Ottimista”

Oggi, alle ore 15, al Teatro Piccolo Shakespeare, sito all’interno della Casa Circondariale di Messina andrà in scena lo spettacolo “Ottimista” della Compagnia Teatrale Vaudeville, liberamente ispirato al film di F. Ozpetek “Magnifica presenza”, iniziativa promossa dall’Aiga di Messina, all’interno del progetto Teatro in Carcere.


Il sipario è pronto ad alzarsi sul palco del Piccolo Shakespeare. Il nuovo teatro allestito all’interno del Carcere di Gazzi si prepara ad ospitare la Compagnia Teatrale Vadeuville con lo spettacolo “Ottimista”. Un’iniziativa voluta e sostenuta dall’Aiga, Associazione Italiana Giovani Avvocati di Messina.

“Siamo molto orgogliosi di essere stati promotori di questa importante iniziativa culturale spiega il presidente Giuseppe Irrera – che ha certamente una notevole rilevanza sociale, proprio perché si svolgerà all’interno della Casa Circondariale di Messina. Di fondamentale importanza per la realizzazione dell’evento, è stata la collaborazione al progetto da parte della Compagnia Teatrale Vaudeville, diretta da Alessandro Alù, che ha condiviso il nostro progetto, offrendosi di mettere in scena una loro opera, gratuitamente. Nel corso di questa iniziativa, abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare l’attività ed il lavoro svolto da Daniela Ursino, oggi Direttore artistico del Teatro Piccolo Shakespeare, del Direttore della Casa Circondariale di Messina, Calogero Tessitore e di tutta la direzione, che si sono mostrati da subito entusiasti dell’iniziativa.
Sentiti e doverosi ringraziamenti vanno anche al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Messina, Nicola Mazzamuto, uomo di straordinaria sensibilità, con il quale la nostra associazione si è già occupata del rilevante tema dell’esecuzione della pena carceraria e del trattamento dei detenuti, al Comandante della Polizia Penitenziaria Machì e all’intero Corpo, che con il loro impegno hanno reso possibile la celebrazione di questo evento.
Il Teatro in carcere si configura, oggi, come una pratica formativa non tradizionale, che aiuta la riscoperta delle capacità e delle sensibilità personali, ma anche una modalità di espressione positiva di emozioni negative o angoscianti. L’esperienza del teatro consente, infatti, di sperimentare ruoli e dinamiche diversi da quelli propri della detenzione, sostituendo i meccanismi relazionali basati sulla forza, sul controllo e sulla sfida con quelli legati alla collaborazione, allo scambio e alla condivisione.
Ormai da molti anni, grazie alla continuità di alcune sue esperienze e alla qualità artistica delle sue opere e dei suoi interpreti, il Teatro in Carcere è entrato a far parte integrante della storia del teatro civile italiano e grazie all’attuale Direzione della Casa Circondariale di Messina ed all’attività svolta da Daniela Ursino, con l’iniziativa del “Teatro per Sognare”, anche Messina può dirsi orgogliosa del proprio Teatro in Carcere.

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