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La Sicilia seconda regione d’Italia per il maggior numero di reati di stalking: ne parlano i Matrimonialisti

La Sicilia seconda regione d’Italia per il maggior numero di reati di stalking: ne parlano i Matrimonialisti

giovedì 16 Giugno 2011 - 07:15

Ieri alla Sala della Borsa della Camera di Commercio, convegno organizzato dall’Ami di Messina, Associazione matrimonialisti italiani. A prendere parte al convegno anche la criminologa Roberta Bruzzone

Si è svolto ieri pomeriggio, alla Sala ‘Borsa’, Camera di Commercio, il convegno “Stalking, profili sostanziali, processuali e attività di contrasto”,organizzato dall’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani (AMI). Secondo l’ultimo rapporto Eurispes, infatti, la Sicilia è la seconda regione d’Italia dove viene commesso il maggior numero di reati della tipologia in questione. Ad affermarlo, l’avvocato Francesco Genovese, presidente della sezione distrettuale A.M.I. di Messina. «In Italia tra il 23 febbraio 2009 e il 30 settembre 2010 sono stati accertati 10.149 reati di stalking. La regione con il maggior numero di delitti è la Lombardia (1.452), a seguire la Sicilia (938) e poi Campania e Piemonte. E proprio il fatto che la nostra regione si trovi al secondo posto tra le regioni in Italia impone la necessità di approfondire il fenomeno anche per verificare l’adeguatezza della legge che due anni fa ha introdotto il reato di stalking. Da allora sono diminuiti i delitti di Stalking di circa il 25,7%, come dato nazionale, ma è altresì vero che in Sicilia la riduzione è di appena il 6%”».

A relazione sull’argomento anche il presidente Nazionale, Avv. Gian Ettore Gassani che, relazionando sul tema “La legge sullo Stalking: conquista sociale tra luci ed ombre”, ha inteso evidenziare le inadeguatezze nella lotta e nella prevenzione delle persecuzioni moleste e la necessità che la legge venga emendata, e la criminologa Roberta Bruzzone, diventata negli ultimi tempi un volto noto perché in diverse occasioni ospita di trasmissioni di approfondimento in cui si è discusso di importanti fatti di cronaca, dall’omicidio di Sarha Scazzi a quello di Melania Rea.

«La legge sullo stalking – ha esordito Gassani – è stata assolutamente provvidenziale per porre un argine ad una diffusa e trasversale violenza, spesso prodromica di fatti di sangue. Tuttavia, attesa la specificità del reato di stalking, essa ha bisogno di una concreta organizzazione delle forze di pubblica sicurezza che devono operare a livello capillare e con gruppi costantemente formati e specialzzatii. Occorre contemplare immediate misure di protezione nei confronti delle vittime di stalking dal momento della denuncia contro il loro carnefice. Per molte donne in questi ultimi anni la denuncia è stata una ‘condanna a morte’. Occorre inoltre prevedere una sistematica specializzazione di avvocati e magistrati ed evitare il pericoloso fenomeno delle false denunce soprattutto durante le procedure di separazione e divorzio, tese all’ottenimento di risultati processuali vantaggiosi in sede civile nei confronti del denunciato, specie per quanto attiene all’affidamento dei figli. In tema di misure cautelari nei confronti del presunto stalker occorrono linee guida ed orientamenti condivisi da tutti i magistrati. Il nuovo allarme deriva dal fenomeno dello stalking tra minorenni che si aggiunge a quello del bullismo per un micidiale ‘salto di qualità’ della delinquenza minorile»”.

La dr.ssa Roberta Bruzzone ha tratto l’aspetto dello “stalking relazionale e dei profili vittimologici e criminologici”. Tra gli altri interventi quello dell’avv Filippo Mangiapane, del Magg. Piero Vinci, Comandante del Nucleo Investigativo Carabinieri di Messina e della dr.ssa Maria Teresa Arena, G.I.P del Tribunale di Messina. (FOTO FEDERICA VITALE)

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Un commento

  1. SI PERCHE’ ,SI SENTONO MASCULUNI FINO A QUANDO SONO LORO A TRADIRE MA QUANDO SANNO CHE LE MOGLI O LE COMPAGNE LI VOGLIONO LASCIARE ALLORA SUBENTRA L’ORGOGLIO SICILIANO , MANDATELI IN GALERA E BUTTATE LE CHIAVI A QUESTI VIGLIACCHI

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