Scoglio: "Il Piau è riqualificazione e sviluppo o speculazione edilizia?" - Tempostretto

Scoglio: “Il Piau è riqualificazione e sviluppo o speculazione edilizia?”

Scoglio: “Il Piau è riqualificazione e sviluppo o speculazione edilizia?”

lunedì 27 Novembre 2017 - 10:30

L'opinione dell'assessore della giunta Buzzanca in merito al Piano innovativo in ambito urbano

Sono passati sette anni da quando il più importante concorso di progettazione mai bandito in Città è stato aggiudicato e da allora nonostante il risultato di gara si continuano a modificare ambiti di intervento, strategie, funzioni ed oggi persino i progetti validati dalla Commissione aggiudicatrice.

Preliminarmente giova ricordare, a Messina la memoria è corta, che la Commissione di gara era presieduta dal Rettore dell’Università di Venezia nonché Preside della Facoltà di Architettura e della stessa facevano parte illustri docenti quali la Prof. Moraci, professionisti designati dagli Ordini professionali degli Ingegneri e dei Pianificatori e funzionari del Ministero dello Sviluppo economico.

Il concorso di progettazione era finalizzato al recupero delle aree ferroviarie ricadenti nel tratto Marittima – S. Cecilia, alla ricucitura del tessuto urbano con le aree ubicate all’interno dell’ Autorità Portuale (da domani chiederemo l’autorizzazione ai calabresi) ed al recupero delle aree ex zis di via La Farina.

Costituiva strategia condivisa tra il Comune, RFI, Autorità Portuale, Provincia, Regione e Ministero dello Sviluppo economico quest’ ultimo finanziatore del concorso (premio un milione di euro) il recupero delle aree ferroviarie e di quelle retroportuali e le nuove funzioni del porto storico ed in generale della Città quale hub trasportistico direzionale per persone e merci.

Il P.I.A.U. prefigurava due scenari uno con la realizzazione del Ponte sullo Stretto e l’altro senza l’importante infrastruttura. Le funzioni e le strategie individuate dal PIAU e dal Piano strategico Messina2020 approvato dal Consiglio Comunale, non mutavano.

In particolare, coerentemente con quanto previsto nel documento preliminare, l’idea forza era di trasformare Messina da città degli approdi a Città degli scambi commerciali, manufatturieri, turistici, sociali collocandola quale centro direzionale verso l’Africa conformemente a quanto previsto dalla Comunità Europea ed ai finanziamenti assegnati al corridoio Helnsinky – La Valletta.

Sotto il profilo dei sistemi si prevedeva:

a) Sistema Commerciale e Trasportistico

in funzione del Ponte lo spostamento della stazione ferroviaria a S.Filippo – Pistunina ed il totale smantellamento dei binari ferroviari (28 di cui in atto solo 8 utilizzati) ad eccezione di n. 4 linee dedicate alla metroferrovia ed alla protezione civile in ipotesi di chiusura al transito del Ponte. In assenza del Ponte comunque il mantenimento di solo 8 linee compresa la metroferrovia con possibilità di copertura (come avvenuto a Reggio Calabria);

– il recupero dei fabbricati dell’ex stazione ferroviaria e della marittima per le nuove funzioni direzionali trasportistiche e quale luogo per la socializzazione, attività commerciali e direzionale.

-lo spostamento della funzione commerciale dal porto storico a Tremestieri con annessa piattaforma logistica per l’agroalimentare, il collegamento con le aree industriali ed in prospettiva il recupero della Sanderson;

-la nuova via del mare Tremestieri – Centro con innesto nella via Don Blasco;

b) Sistema turistico

-un porto canale perimetrale la Cittadella con rimessaggio grandi natanti presso i cantieri SMEB);

-la realizzazione di un Parco Urbano tematico (sport, tempo libero, indoor) dalla Cittadella a Maregrosso

-il direzionale alberghiero

c) Sistema sociale e servizi direzionali nella zona ZIS

– Centro direzionale per uffici pubblici;

– residence per anziani e strutture integrate per soggetti diversamente abili anche per il “dopo di Noi”

– Polo tecnologico e città per la Scienza con annesse residenze per gli studenti e per giovani coppie a canone sociale.

La programmazione degli interventi sotto il profilo urbanistico era affidato a due piani particolareggiati il primo di recupero riguardante l’ambito Cavalcavia – Mare Grosso comprendente le aree RFI ed il secondo più vasto sino al cavalcavia di Gazzi. Nella prima fase di partecipazione al concorso tutti i concorrenti presentarono le loro articolate proposte e lo studio di fattibilità del porto canale.

Dopo la preselezione i concorrenti ammessi alla ulteriore fase del concorso presentarono i progetti preliminari attinenti al primo ambito di intervento (Cavalcavia- Mare Grosso). In tale occasione il raggruppamento poi risultato vincitore del concorso presentò il porto canale della Cittadella e l’ edificio di Mare Grosso ( con altezza massima inferiore a quella della Stele della Madonnina e precisamente fino a colmare la differenza di quota tra Mare Grosso ed il Viale S.Martino). In tale edificio i vincitori del concorso intesero localizzare le funzioni direzionali (acquario, commerciale, ricettività).

Sono evidenti pertanto le differenze tra il P.I.A.U. come definito con accordo di programma con RFI, Ministero, Regione Provincia, Autorità Portuale e l’attuale stesura.

Innanzi tutto l’ambito territoriale.

1.Nel P.I.A.U. non erano ricomprese le aree della zona industriale regionale (ZIR) né funzioni residenziali abitative con spostamento di volumetria ma solo l’utilizzo della volumetria esistente per le funzioni sopra descritte.

2.Era poi previsto il porto canale intorno alla Cittadella oggi cassato nonostante sia un documento prodotto in sede di gara.

3.L’edificio di Mare Grosso (definirlo grattacielo è una boutade) e le funzioni sono state totalmente stravolte così come non appaiono più evidenti quelle per il polo tecnologico e per il sociale.

Insomma è tutto un altro Programma. Riconosco la legittimazione alle nuove amministrazioni (è spesso un preciso dovere per il decorso del tempo) di modificare ed anche stravolgere ciò che trovano già programmato ma nei modi e forme di legge.

Se si vuole modificare il PIAU occorre modificare il documento che lo recepisce ossia il Piano Strategico MESSINA2020 rimettendo al Consiglio Comunale la scelta. Occorre inoltre annullare il concorso di progettazione indennizzando i vincitori e procedere all’indizione di una nuova gara. A nessuno è dato modificare gli esiti di un concorso di progettazione stravolgendone i progetti.

E’ evidente pertanto che è responsabilità di questa Amministrazione non avere attuato il PIAU ed i progetti vincitori del concorso di progettazione ed appesantito con l’inserimento delle zone zir (peraltro con destinazione residenziale) un programma che aveva ben altre finalità.

Occorreva inoltre tenere in considerazione al fine di stabilire l’effettiva destinazione e la localizzazione delle funzioni, le problematiche connesse alla bonifica dei suoli già abbondantemente riscontrate nella zona della cittadella ed oggetto di studi di dettaglio commissionati dallo stesso Comune.

Il parere del Genio Civile e le numerose condizioni e prescrizioni che lo corredano (sostanzialmente un parere contrario) deve oggi avere il senso di aprire un dibattito sul PIAU e sulle sue funzioni prima di convalidare scelte errate che non porteranno alcun beneficio neppure a chi pensa di insediare volumetria residenziale nella zona zir.

Non serve un mercato dell’agroalimentare in pieno centro, come previsto dalle modifiche introdotte, ma servizi ed attrattive turistiche che collochino Messina in una dimensione europea. Non viviamo a Berlino od in Scandinavia ma nel mediterraneo centro di scambi e necessarie relazioni sociali. Il polo dell’agroalimentare è già previsto in zona Tremestieri con la nuova portualità, la piattaforma logistica, la via del mare, gli svincoli e l’area ex Sanderson.

La questione dello sviluppo del territorio e della città e del suo sistema urbano è nodale per tentare di percorrere nuove strade che reinseriscano Messina in contesti dai quali è uscita con le ossa rotte e ridiano speranza ai giovani.

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