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La movida a Messina metafora di una città prigioniera dei suoi problemi

Marco Olivieri

La movida a Messina metafora di una città prigioniera dei suoi problemi

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lunedì 05 Giugno 2023 - 17:00

Rimane la necessità d'interventi risolutivi per garantire il diritto al riposo dei residenti, operando uina sintesi tra interessi legittimi contrapposti

MESSINA – Il tema della cosiddetta movida infiamma gli animi ogni estate. E dimostra che l’assenza di interventi strutturali e risolutivi comporta che il problema si ripresenti, aumentando così l’esasperazione di chi subisce le situazioni. E così la questione diventa la metafora di una città che fa fatica a trovare una sintesi tra interessi legittimi, nell’ottica dell’interesse generale. La politica, e questo investe tutte le amministrazioni che si sono succedute negli anni, ha il compito di operare questa sintesi e risulta evidente la necessità che si costruiscano in questa città maggiori spazi di civiltà.

Sì all’intrattenimento ma anche al diritto al riposo dei residenti

Spazi a parte per l’industria dell’intrattenimento e rispetto delle regole, per quanto riguarda le emissioni acustiche. E, ancora, un nuovo regolamento per le attività balneari e la tutela del centro storico. Tutti elementi fondamentali perché una città possa definirsi civile. Se siamo ancora una volta costretti a ribadirlo, significa che il traguardo è lontano dall’essere raggiunto. Sembra ovvio sostenere che intrattenimento e svago vadano bene ma non a discapito delle esigenze e dei diritti dei residenti. Eppure non si è ancora trovata quella formula che consenta il passaggio dal principio all’applicazione.

Con la nuova ordinanza del sindaco, a cui è seguita la dura reazione dell’associazione Centro storico, ritroviamo così le emergenze di sempre. Ha messo in evidenza il suo presidente Anthony Greco: “Un’ordinanza deve rispettare un principio sacrosanto: il diritto dei cittadini a vedere garantito il riposo notturno e la pubblica quiete. Noi non capiamo dove sia rispettato questo principio. L’orario di diffusione della musica stabilito dalle leggi nazionali è stato addirittura “aumentato” dal sindaco anziché essere ristretto, con le conseguenze sul mancato riposo e sulla sicurezza”.

Sull’argomento interviene pure il gruppo civico “RispettaMessina”: “Nel silenzio generale, la città di Messina è ai primi posti per inquinamento ambientale, inquinamento acustico e inquinamento elettromagnetico. Ma nonostante tutto ciò viene concessa ai locali, ritrovi, lounge bar e quant’altro, una sarabanda di intrattenimenti musicali e di eventi non meglio definiti. Musica dal vivo e serate danzanti per tutti i giorni della settimana, dal lunedì alla domenica e a tutte le ore fino a notte inoltrata, togliendo anche i due giorni di “pausa” previsti nelle precedenti ordinanze”.

Per “RispettoMessina”, si favoriscono gli interessi dei gestori ed esercenti dei locali di vario tipo a discapito di chi vive nelle zone coinvolte. Da segnalare anche la lettera, precedente alla nuova ordinanza, di un gruppo di residenti della riviera nord e della via Panoramica area Paradiso. Un appello affinché le istituzioni affrontino davvero il problema.

Quella che ancora manca è una visione d’insieme che traghetti Messina verso una nuova stagione di diritti e doveri, nell’interesse generale. Un punto di vista quasi rivoluzionario in una città abituata a vivere una moltiplicazione d’interessi contrapposti e spesso di categoria.

In questo nodo, la voce dell’amministrazione comunale deve risultare più incisiva. Deve farsi sentire in modo forte e chiaro. Altrimenti, continueremo ogni estate a commentare l’ennesima ordinanza in eterna attesa di una svolta che non c’è. Che non arriva.

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5 commenti

  1. Mandate in posti isolati tutti coloro che fanno musica, staranno bene i cittadini e si divertiranno di piu i clienti. Non vi è altra soluzione.

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    1. al massimo si spostano quei pochi residenti e se vanno in qualche pensionato. nelle città dove si sfrutta il turismo e la movida che porta soldi e lavoro c’è 10 volte tanto di movida . fatevi un giro a Napoli, Palermo, Milano, etc… ora per 4 musoni si taglia quel poco lavoro che è rimasto a Messina????

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  2. La CASSAZIONE ha emesso una sentenza di colpevolezza e i comuni dovranno pagare gli effetti della Movida molesta…..e a Messina in Centro e in Estate nella riviera altro che Molestia ……..

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  3. Esistono a Messina molti luoghi tranquilli, non troppo distanti dal centro e dalla riviera, con bellissimi complessi edilizi dormitorio, non frequentati e silenziosi. Chi sceglie di vivere in luoghi frequentati, con locali di ogni genere, come il centro città, o anche nella riviera, dove in estate, come in tutte le riviere si fa musica, non può piegare la massa delle persone e le tante attività alle sue personali esigenze. L’era del “a Messina non c’è nenti” andiamo a divertirci in altre città, per tornare il mattino dopo, è finita. Messina può offrire tutto e di più sia in centro che in riviera. Messina è la città che ha la più lunga riviera d’Italia, un centro storico godibile e solo i giovani sono oltre centomila, sui 240.000 ab. circa del solo comune, 650.000 ab. la città metropolitana. Messina deve essere un richiamo per il divertimento, anche per le province vicine, altro che chiudere.

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  4. Aggiungo al precedente commento, che in centro, le facciate di palazzi molto belli, sono sfigurate da orribili condizionatori, spesso molto rumorosi. Questi non danno fastidio. Chi si vuole isolare totalmente dai rumori esterni alla propria abitazione, lo può fare con poca spesa, grazie ai pannelli insonorizzanti. Forse esistono anche dei bonus .Soluzione che consente di convivere chi non tollera la vita di città con a chi invece, piace vivere la città.

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