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La Uil: parità? Una donna per un Dipartimento tra politica e management

Redazione

La Uil: parità? Una donna per un Dipartimento tra politica e management

sabato 06 Novembre 2021 - 18:08

"Suggerimento" al neoPresidente Occhiuto da Anna Comi, responsabile del coordinamento regionale Pari opportunità e politiche di genere del sindacato

REGGIO CALABRIA – La disuguaglianza di genere? Si può combattere anche migliorando la politica; per esempio, col «creare una struttura dipartimentale, affidarla alle cure di una donna in grado di mescolare sapientemente conoscenze manageriali e impegno politico». La proposta-suggerimento a chi oggi ha le redini della Regione Calabria arriva da Anna Comi, responsabile del coordinamento regionale Pari opportunità e politiche di genere della Uil: ad avviso della Comi, questa mossa «potrebbe essere un punto di svolta per la nostra terra in un momento in cui l’Europa, che si è riscoperta solidale, ha messo a disposizione della Calabria una importante dote finanziaria» che non va sicuramente «dispersa in mille rivoli».

La ginestra sul telaio

«Progetti come quello fortemente voluto dalle donne della Uil Calabria, in particolare modo dalla Uiltec, sull’uso della ginestra per l’industria tessile, dovrebberotrovare un posto in cima ai pensieri di chi gestisce la cosa pubblica regionale. Anche in Calabria, poi, si deve porre la massima attenzione al tema della sicurezza sul posto di lavoro. Anche per questo i prossimi 11 e 12 novembre arriverà in Calabria – a Cosenza e Reggio Calabria – il truck del tour Uil 2021.

Pierpaolo Bombardieri, segretario nazionale della Uil
Pierpaolo Bombardieri, segretario nazionale Uil

Sarà quella l’occasione per ribadire a gran voce, con il sostegno del Segretario generale Pierpaolo Bombardieri, che l’Italia riparte se riparte il Mezzogiorno, che il Sud riparte se riparte la Calabria. Nella convinzione – si evidenzia dalla Uil – che sia necessario affrontare le diseguaglianze del Paese, le diseguaglianze della Calabria, partendo dalle donne e dai giovani, per costruire una società più giusta ed equa».

Per le donne, «per le quali – osserva Anna Comi – non basta investire nei servizi degli asili nido ancora purtroppo carenti, occorre potenziare anche il tempo pieno nelle scuole primarie, i servizi pre e post scuola e potenziare strutture che aiutino le donne alla cura dei familiari non autosufficienti. Alle donne, infine, è giusto dare la possibilità di crescere economicamente e socialmente sostenendo le loro idee nel fare impresa».

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