Il Forum all'Accademia Peloritana UniMe
Messina – C’è un’opportunità da cogliere subito per cercare di fermare il declino dell’Isola e del Meridione: si chiama Macroregione. E’ l’appello dell’Aem, Associazione europea del Mediterraneo, rivolto al Governo nazionale e alle Regioni Sicilia e Calabria “affinché sia convocata al più presto una riunione tecnica con le Regioni centro meridionali al fine di concordare un’azione comune su obiettivi prioritari, a cominciare dalle infrastrutture per la connettività interregionale e la mobilità”.
“Non è un nuovo potere, non si sostituisce a nessun ente, non toglie poltrone a chi le occupa, semmai costituisce un’iniziativa che, come è già stato fatto al Nord, può rappresentare un percorso per dialogare direttamente con l’Europa, concentrarsi su obiettivi, sveltire passaggi operativi per dare immediata concretezza ad alcuni progetti”.
La realtà sotto i nostri occhi non consente di temporeggiare ancora: i giovani laureati scappano dal Sud; il divario col Nord è sempre più pesante; le Istituzioni sono incapaci di far uscire l’Italia dalla crisi e in Sicilia le cose vanno ancora peggio. “A 50 anni dalla nascita le Regioni devono cambiare, non hanno assolto ai compiti assegnati e i territori sono troppo piccoli per competere. Ecco allora che realizzare le Macroregioni, organismi riconosciuti dall’Unione europea e di cui esistono esempi sulla cui falsariga operare, possono diventare fondamentali per realizzare grandi progetti condivisi come i collegamenti stabili tra Europa-Sicilia-Africa (l’Algeria e il Marocco stanno realizzando l’alta velocità e la Spagna e il Marocco stanno progettando il tunnel tra l’Afrotunnel di Gibilterra); come far diventare più efficienti e competitivi i nostri territori, costruire la pace, ridurre i flussi migratori, spostare il baricentro dell’Europa verso sud (anche perché l’Inghilterra va via), attrarre i traffici che giungono nel Mediterraneo, visto l’ampliamento del canale di Suez e gli accordi con la Cina”.
Ecco un quadro sintetico dei motivi alla base della costituzione della “Macroregione europea del Mediterraneo – Centro Occidentale” che si propone come nuova entità senza nulla togliere al sistema Regioni; si affianca per costituire un organismo agile ed efficace, interlocutore diretto dell’Ue e incentrato sulla realizzazione di obiettivi progettuali precisi, così da rompere l’isolamento che finora ha caratterizzato l’operato delle regioni meridionali.
“C’è adesso l’opportunità di attingere a risorse europee aggiuntive, ma in sede di Conferenza Stato-Regioni non risulta sia emersa in tutta la sua portata questa nuova carta da giocare sul tavolo europeo”.
Il Comitato coordinatore costituente dell’Associazione Europea del Mediterraneo (A.E.M.) è al lavoro e intende, con questo documento, rivolgersi direttamente ai vertici delle istituzioni regionali per concordare i passaggi essenziali da compiere, e coinvolgere il Governo italiano, adempimento propedeutico al successivo approdo in sede di Commissione Ue.
“In una situazione ormai collassata, il riscatto del Mezzogiorno è la grande speranza; il futuro dei giovani. Non si può temporeggiare ancora, data la drammaticità dei dati economici”.
