Il commissario straordinario di Palazzo dei Leoni, Romano, impartisce le sue direttive ai dirigenti e non esclude la soluzione drastica. Tutta colpa della crisi finanziaria
A Palazzo dei Leoni, esattamente come a Palazzo Zanca, è emergenza finanziaria. I conti in rosso condizionano le scelte ammnistrative del commissario straordinario, Filippo Romano, che si trova a gestire un ente teoricamente in via di estinzione ma che, nei fatti, mantiene tutte le funzioni che ha sempre avuto, beneficiando tuttavia di meno fondi.
Le risorse scarseggiano ed a rischio c’è «la manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità provinciale nonché per il ripristino dei suoli sedime stradale di competenza provinciale interessati da dissesto idrogeologico», come spiega lo stesso Romano in una lettera indirizzata all’ing. Giuseppe Celi, all’ing. Benedetto Sidoti Pinto e per conoscenza anche al segretario generale di Palazzo dei Leoni Caponetti .
“La nota situazione di gravissima difficoltà finanziaria in cui versa l'Ente– scrive il commissario straordinario- non ha consentito di stanziare risorse in misura adeguata all'intero delle necessità”, nonostante “le sia pur limitate risorse individuate dal Bilancio 2014 – ammontanti in totale a 1.100.000,00 euro per tutta la viabilità provinciale – sono in aumento rispetto al precedente Bilancio e costituiscono il frutto di un attento lavoro di "pulizia" dei residui”.
I fondi a disposizione potrebbero dunque non bastare per dare riposte concrete alle «segnalazioni dei Comuni della provincia relative a situazioni di pericolo su diverse strade provinciali o strade agricole provinciali»
Per fronteggiare la situazione, il commissario Romano impartisce ai suoi dirigenti due direttive. La prima è quella di “utilizzare le risorse finanziarie poste a disposizione del P.E.G., che a breve sarà adottato e comunicato alle SS.LL., dando priorità agli interventi più urgenti per gravità, secondo un criterio strettamente tecnico ed assicurando la più ampia uniformità di trattamento fra i diversi territori comunali”. La seconda è decisamente più drastica e manifesta tutta l’impotenza dell’ente di fronte a problemi pratici ed urgenti che riguardano i cittadini: “ove le risorse finanziarie assegnate tramite il PEG non siano sufficienti, le SS.LL. procederanno alla chiusura delle SS.PP. la cui percorribilità comporti gravi rischi per la sicurezza, mediante apposite ordinanze nonché attraverso l'interdizione fisica all'accesso con gli opportuni accorgimenti tecnici”.
In altre parole, quando i soldi finiranno e le strade non potranno essere in sicurezza, bisognerà chiuderle. Così, di imperio e senza alternativa per i cittadini.
“Il presente provvedimento – avvisa Romano – costituisce atto di indirizzo politico-amministrativo ed individua obiettivi valutabili nell'ambito della responsabilità dirigenziale e, per tale ragione, è trasmesso al Nucleo di Valutazione”. (DLT)
