La sentenza per Melo Bisognano e i fratelli Giardina, accusati di essere prestanome dell'ex capo mafia
Si chiude con tre condanne il processo per Carmelo Bisognano, boss dei mazzarroti poi pentito, arrestato dai Carabinieri un anno fa con l’accusa di “voler mettere le mani” sugli affari che ruotano intorno la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. A Bisognano viene contestato in particolare di aver continuato a lavorare nel movimento terra attraverso prestanomi, gli imprenditori Antonino e Davide Giardina.
Gli affari in discarica
Il Tribunale di Barcellona (presidente Orifici) ha condannato Bisognano a anni e 7 mesi, 2 anni e 5 mesi di reclusione per Antonino Giardina e 2 anni (pena sospesa) per Davide Giardina. che torna in libertà. I giudici hanno disposto la confisca dei beni sequestrati, ad accezione della società Pretoria srl, di alcuni terreni, di un impianto di frantumazione e conti correnti, che torneranno agli aventi diritto. La Corte ha quindi accolto la tesi della Procura, rappresentata dal PM Piero Vinci, titolare dell’inchiesta insieme a Fabrizio Monaco. Gli imputati sono stati invece assistiti dagli avvocati Fabio Repici e Pinuccio Calabrò.
Se il pentito continua a mafiare
L’indagine dei carabinieri è scattata un anno fa, dopo che le indagini, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno svelato che malgrado sequestri e confische Bisognano continuava ad operare attraverso i Giardina, acquisendo commesse pubbliche.
Lo sfogo del padre contro l’ex boss
Bisognano, hanno scoperto gli investigatori, aveva intessuto forti rapporti con i fratelli Giardina, malgrado i tentativi del padre di tenerli lontani.

