Scia di meduse nello Stretto, si tratta della Pelagia Noctiluca - Tempostretto

Scia di meduse nello Stretto, si tratta della Pelagia Noctiluca

Daniele Ingemi

Scia di meduse nello Stretto, si tratta della Pelagia Noctiluca

sabato 14 Luglio 2018 - 04:00
Scia di meduse nello Stretto, si tratta della Pelagia Noctiluca

In questi giorni sullo Stretto si è osservato il solito passaggio di meduse della specie Pelagia Noctiluca. Le forti correnti le spingono verso il mar Ionio

In questi giorni nelle acque dello Stretto di Messina si sta osservando il passaggio di meduse, della specie Pelagia Noctiluca (la più comune nel Mediterraneo e piuttosto nota nei nostri mari). Queste meduse sono trasportate dalla forte corrente “scendente” (direzione da Nord a Sud) che quotidianamente entra nella parte centrale dello Stretto di Messina raggiungendo la massima velocità, a seguito del colmamento dell’intenso “gradiente di marea” che periodicamente si instaura tra il basso Tirreno e il mar Ionio. Non di rado lungo lo Stretto di Messina in questo periodo dell’anno si possono osservare queste scie, scientificamente definite “Bloom”, ossia grandi aggregazioni che possono arrivare a concentrazioni molto elevate, circa 600 individui per metro cubo. La riproduzione della Pelagia Noctiluca avviene a inizio primavera, con la fecondazione da parte del maschio delle uova espulse dagli esemplari femmina. Dalle uova fecondate si sviluppano delle larve ciliate, le Planule, che si spostano liberalmente nel mare, seguendo gli spostamenti dei venti e delle correnti marine dominanti. Le Planule si evolvono poi in piccole meduse appiattite già dotate di liquido urticante. L’individuo arriva a maturazione completa in estate. Stando alle forti correnti di marea questa grande scia di meduse nelle prossime ore si dovrebbe spostare verso lo Ionio, transitando davanti i litorali del messinese ionico, da Capo Scaletta fino a Capo Taormina, dove si potranno presentare temporanei “Bloom”. Buona parte di questi “Bloom” molto probabilmente si disperderanno sullo Ionio, mentre una parte potrebbe risalire verso le coste del reggino venendo agganciati dalla corrente “Montante” (che risale lo stretto da Sud a Nord), entrando così nel circuito dello Stretto.

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