Messina. A Palazzo Zanca la mostra "La Bellezza è negli occhi di chi la guarda... " FOTO - Tempostretto

Messina. A Palazzo Zanca la mostra “La Bellezza è negli occhi di chi la guarda… ” FOTO

Redazione

Messina. A Palazzo Zanca la mostra “La Bellezza è negli occhi di chi la guarda… ” FOTO

lunedì 20 Giugno 2022 - 10:45

Allestita la mostra che sarà visitabile fino al 31 agosto negli orari di apertura al pubblico di Palazzo Zanca

MESSINA – Il Transatlantico di Palazzo Zanca ospiterà da oggi la mostra “La bellezza è negli occhi di chi la guarda…”. La curatrice è Sabrina Di Felice, che grazie organizzazione dell’artista Alex Caminiti, ha invitato gli artisti Stefano Gentile, Felipe Cardena, Roberta Dallara, Alessandro Follo, Sadif, Gimaka, Sara Baxter, Santi Freni, Gas collettivo d’arte indipendente. La mostra è visitabile fino al 31 agosto negli orari di apertura al pubblico di Palazzo Zanca.

Arte come maestra empatica

L’arte arriva a suggerire un metodo, ad offrire un canale, come empatica maestra che impugna con dolce fermezza la mano di un bambino per la prima volta, muovendo il suo tratto sul foglio fino a creare simboli che per sempre gli consentiranno di esprimere ciò che è, di manifestare ciò che prova, di comunicarlo in modo universale. Il medium che non teme differenze di sorta. Che non ha paura di un Dio differente, di una cultura estranea, di una lingua incomprensibile. Che non ha età. Che non vincola e non obbliga ad una regola. Essa racchiude tutte le anime del mondo e moltiplicandole, esaltandole, le riproduce nello sguardo stupito ed estatico di chi la osserva cercandovi la propria. La propria parte di anima universale, il proprio frammento di specchio infranto e rilucente, a riflettere la sua luce. Vi cerca la sfumatura che gli restituisca l’istante esatto in cui la sua iride l’ha percepita, nel ricordo di un palpito distinto del suo cuore, di cui ha sentito nitidamente il suono interiore.

Nell’arte ritrova ciò che ha smarrito, in essa fa salva la casa delle sue paure, ne riconosce il volto, come fossero suoi cari, che lo hanno accompagnato lungo una vita intera e che ha dovuto abbandonare per viverla davvero. Percepisce quasi un tenero affetto, una nostalgica sensazione di mancanza per la familiare stretta al ventre che ciascuna di esse, in modo unico, gli procurava facendolo sentire vivo.

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