Tutti i nomi e quanto rischiano gli imputati dell'operazione Frame scattata al rione Cep
Messina – Rischiano pene fino a 20 anni di carcere i principali protagonisti del giro di droga scoperto dalla Polizia a gennaio scorso, che aveva come base il popoloso rione Cep, nella zona sud cittadina. L’Accusa ha infatti chiesto alla giudice Marialuisa Gullino, che deve giudicare gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, 29 condanne. E si tratta di condanne pesanti per quasi tutti, alla luce della scelta del rito.
Nomi e condanne richieste
Nel dettaglio il Pubblico Ministero Roberto Conte, della Direzione distrettuale antimafia, ha invocato le seguenti pene: 6 anni e 8 mesi per Giuseppe Alvaro, Alessandro Sicorelli e Simona Rizzo, 4 anni e mezzo per Francesco Arbato, 4 anni per Antonino Astone, Vincenzo Delia e Andrea Coppolino, 5 anni per Maria Cacopardo e Giovanbattista Cuscinà, 10 anni per Rosario Caponata, 9 anni per Francesco Costa, 9 anni e 8 mesi per Davide Crisari, 9 anni e 9 mesi per Alessio Crupi, 6 anni e 9 mesi per Marco D’Angelo e Massimo Famà D’Assisi, 2 anni e 9 mesi per Caterina De Tommaso, 20 anni per Antonino Guerrini, 9 anni e mezzo per Samuele Salvatore Guerrini, 2 anni e 8 mesi per Francesco La Paglia e Gaetano Romeo, 18 anni per Luigi Longo, 2 anni per Giosuè Maffei, Natale Romeo e Francesco Romeo, 18 anni per Francesco Paone e Angelo Santoro, un anno e mezzo per Andrea Vendramin 1, 9 anni e 2 mesi per Simone La Rosa.
I prossimi passaggi del processo
Dopo aver dato la parola ai primi difensori, la Giudice ha aggiornato l’udienza a fine mese per continuare ad ascoltare il collegio difensivo, composto dagli avvocati Nino Cacia, Carolina Stroscio, Antonello Scordo, Paola Rigano e Daniela Chillè, Ignazio Panebianco, Salvatore Silvestro e Giuseppe Bonavita. Un altro gruppo di imputati ha invece scelto il rito ordinario e sono stati rinviati a giudizio. Per loro il processo di primo grado inizierà il prossimo 13 ottobre.
I dettagli dell’operazione Frame
Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e spaccio di droga, singoli episodi di spaccio e di aver detenuto cellulari in carcere. La retata anti droga della Polizia, battezzata operazione Frame, è scattata il 27 gennaio scorso dopo la scoperta che in una sala giochi del Cep c’era la base operativa del giro di droga di Tonino Guerrini, i cui familiari garantivano lo spaccio di hashish, marijuana e cocaina h24, spacciando le sostanze anche ai giovanissimi, anche mentre il pregiudicato si trovava in carcere.
Al Cep spacciavano anche ai ragazzini
Gli agenti hanno infatti intercettato le conversazioni durante la detenzione e scoperto che l’uomo aveva appunto un cellulare in carcere. Nei tre anni di indagine, tra il 2021 e il 2023, la Polizia ha intercettato centinaia di acquisiti di dosi, di sostanze pesanti o leggere. Tantissimi gli acquirenti, giovani e non, che si recavano al Cep per procurarsi la droga, in qualche caso anche insieme ai figli piccolissimi. Gli agenti hanno anche svelato che il gruppo del Cep si approvvigionava spesso in Calabria. A gennaio gli arresti sono scattati anche di là dello Stretto.

