L'uomo era stato arrestato per usura. La vittima aveva denunciato prestiti a tassi del 600%
Tre anni dopo l’arresto scatta la confisca per un messinese arrestato nel 2023 per usura. Non era la prima volta che l’uomo veniva denunciato per prestiti a strozzo. Adesso la Polizia, su decreto del Tribunale di Messina, ha messo sotto chiave beni immobili stimati complessivamente in 180 mila euro.
Case e garage sotto chiave
Il provvedimento riguarda 3 appartamenti e un garage acquistati nel periodo compreso tra il 2020 ed il 2023, gli stessi anni in cui, secondo le vittime che lo denunciarono contribuendo all’arresto di 3 anni fa, l’uomo prestava denaro con tassi fino al 600%. Quegli immobili, quindi, secondo la Questura e la Procura di Messina, sono stati acquistati coi proventi dell’usura. Oggi la condanna è diventata definitiva e la Procura ha potuto chiedere ed ottenere la confisca per equivalente.
Gli investimenti con i soldi dei prestiti
All’inizio del novembre 2023 l’uomo era tornato in carcere insieme a due complici per aver prestato ripetutamente denaro ad usura ad un imprenditore, che per di più versava in condizioni di bisogno, ottenendo la corresponsione di interessi usurari. La vittima aveva raccontato agi investigatori l’incubo nel quale era finito, facendo scattare l’operazione. Le indagini non si sono fermate allora. La Procura e la Divisione Anticrimine della Questura hanno analizzato la situazione patrimoniale e i redditi dichiarati , scoprendo la sproporzione tra gli investimenti in immobili e le effettive possibilità economiche riconducibili ad entrate reddituali ed attività lavorative lecite.

