Scuola

Messina, la protesta studentesca passa dai problemi singoli: La Farina e Caio Duilio tuonano

MESSINA – Tra le scuole scese in piazza ieri a protestare, non c’era il liceo classico “La Farina”. Una scelta che Dario Costa, rappresentante degli studenti, spiega con la voglia di “cimentarsi in uno sciopero complessivo, sfociato in una protesta sotto forma di sit-in davanti all’istituto”. Ciò che evidenziano gli studenti attraverso uno dei propri portavoce sono i punti della propria, personale protesta. L’inagibilità della palestra, ad esempio, ma anche gli spazi aperti della scuola in cui è proibito l’accesso. Mancano le zone di ristoro.

I problemi specifici del La Farina

I ragazzi del La Farina, nel chiedere un confronto con i dirigenti dell’istituto, sottolineano nello specifico quali siano i problemi più gravi. Il non poter uscire dalle aule durante la ricreazione e il non poter utilizzare la palestra, adibita a magazzino e inagibile, sono due degli argomenti più forti all’interno del documento indirizzato alla preside. A questi si associano l’impossibilità di comprare cibo all’interno della scuola. Che sia un bar o un semplice distributore, i ragazzi chiedono un supporto logistico senza dover chiamare all’esterno per farsi portare cibo da asporto. Infine il capitolo gite, da riportare in auge dopo il serrato lockdown e una Dad da abbandonare per sempre.

“Caio Duilio”: il no alle aule a Giostra

E poi c’è il “Caio Duilio”. L’Istituto Nautico ormai da tempo combatte la propria lunga battaglia. Le aule, ancora. L’ultima notizia riguarda una ventina di classi da traslocare a Giostra, al Minutoli, ma gli studenti non ci stanno. Troppo distanti dal plesso centrale, sito in via La Farina, e troppo distanti dai laboratori che quotidianamente devono affrontare. Senza sottovalutare un altro aspetto: il viaggio per arrivare al nuovo plesso rischia di essere “troppo” per tanti studenti che provengono da fuori città. Li chiamano “i viaggiatori” e la posizione strategica della scuola li agevola, perché c’è chi arriva alla stazione con i treni, chi a piazza Cairoli e chi alla stazione marittima con gli aliscafi. In ogni caso Giostra sarebbe troppo distante.

I “dieci motivi” per cui gli studenti amano il Nautico

La loro protesta, però, non è fatta di sole richieste. Il documento inviato alla stampa è un vero atto d’amore al “Caio Duilio”, fatto di dieci ragioni per cui amano la propria scuola. “Abbiamo scelto questa scuola con consapevolezza e determinazione e il senso di appartenenza è radicato in noi perché il “Caio Duilio” trasmette, già da subito, il senso di identità e di unicità che appartiene al mondo del mare e a chi sente la passione per il mare”. La storia insita nell’istituto, la valenza storica delle strumentazioni, la formazione all’avanguardia, la doppia qualifica garantita dal diploma, l’offerta formativa continuamente aggiornata, gli stage, l’attività sportiva e quelle extracurriculari, la “vicinanza” al mondo del lavoro e la continuità con chi ha tramandato loro la passione per il mare: ecco i dieci motivi evidenziati.

La Farina e Nautico, due facce di un unico problema

Comunque la si guardi, ogni scuola a Messina ha le sue peculiarità ma, purtroppo, anche i suoi limiti. Strutturali, in primis, ma anche concettuali. Perché forse è proprio vero che gli studenti andrebbero ascoltati di più. Sono loro che ogni giorno passano ore su quelle sedie e quei banchi, apprendendo o oziando, ma comunque insieme. E forse proprio a loro, ai futuri cittadini del mondo, va riservato un trattamento diverso.