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Messina, le influenze della battaglia di Lepanto 450 anni dopo

Redazione

Messina, le influenze della battaglia di Lepanto 450 anni dopo

mercoledì 01 Dicembre 2021 - 06:59

Un convegno con illustri studiosi che, al Monte di Pietà, hanno illustrato nuove conoscenze sulla battaglia di Lepanto e i nessi con la storia di Messina

MESSINA – Nello storico edificio del Monte di Pietà si è tenuto il convegno su Lepanto nell’occasione del 450° anniversario della battaglia (1571), organizzato dall’Arciconfraternita degli Azzurri, della Pace e dei Bianchi e dall’Università degli Studi di Messina, che ha richiamato un folto pubblico di esperti e di amatori. 

Un convegno che, grazie alle ricerche degli illustri studiosi che hanno partecipato, ha apportato nuove conoscenze sulla battaglia e sui suoi nessi con la storia siciliana e di Messina, offrendo interessanti prospettive con cui guardare a questa pagina di storia con rinnovato interesse.

Influenze derivanti dalla battaglia di Lepanto

Il Governatore dell’Arciconfraternita, ingegnere Sergio Galletti di Santa Rosalia, ha introdotto i lavori evidenziando l’importanza della battaglia di Lepanto nella storia politica e della cristianità, ed ha accennato ai legami tra Messina, le Famiglie messinesi – in particolare quelle che ancora fanno parte dell’Arciconfraternita – e l’evento storico.

È intervenuto il Rettore, professore Salvatore Cuzzocrea, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra l’Università e le istituzioni cittadine nei vari campi della ricerca: l’importante convegno su Lepanto ne è una conferma. Il professore Vincenzo Caruso, Assessore alla Cultura del Comune di Messina, ha porto i saluti del sindaco, Cateno De Luca, e affermato l’importanza della Rete Euro-mediterranea “Lepanto Network”. 

I contributi dei relatori

I lavori sono entrati nel vivo con la relazione del professore Giacomo Pace Gravina, Lepanto: ‘la’ battaglia, che, utilizzando sapientemente numerose fonti iconografiche, ha analizzato le fasi preparatorie e le dinamiche dello scontro, avviando la discussione sulla nota querelle riguardante le conseguenze del combattimento.

La professoressa Daniela Novarese (Università di Messina), nella sua relazione Messina 1571: un anno da ricordare, ha tracciato un vivace e originale affresco del porto di Messina e dei suoi nessi sociali, economici, politici con la città; mentre il professore Ferdinando Maurici ha intrattenuto il pubblico con una brillante conversazione su «As armas e os navios assinalados». Navi e armi di Lepanto, illustrando struttura ed equipaggiamento delle galee e armamenti dei due eserciti in campo.

Il professor Salvatore Bottari ha trattato de L’epopea di Lepanto tra letteratura e arti figurative, affrontando il tema della memoria dello scontro, che ha costituito una cesura nell’immaginario collettivo dell’Europa moderna, tramite un ricco apparato iconografico sapientemente utilizzato.

Infine la professoressa Mirella Mafrici ha sottolineato una figura di grande interesse, con la sua relazione su Uccialì e la battaglia di Lepanto: il famoso ‘rinnegato calabrese, asceso ai vertici della marina militare della Sublime Porta, si può davvero ritenere l’”eroe” turco dello scontro.

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