Messina, ok alla vendita di immobili e terreni comunali. I casi isolato 88 e bosco di Camaro

Messina, ok alla vendita di immobili e terreni comunali. I casi isolato 88 e bosco di Camaro

Marco Ipsale

Messina, ok alla vendita di immobili e terreni comunali. I casi isolato 88 e bosco di Camaro

sabato 31 Gennaio 2026 - 07:00

Il Consiglio comunale approva il piano alienazioni e valorizzazioni

Sì al nuovo Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del patrimonio immobiliare. L’atto, propedeutico al bilancio di previsione, è stato approvato dal Consiglio comunale e mette nero su bianco il destino di decine di cespiti di proprietà dell’Ente, con l’obiettivo di fare cassa attraverso le dismissioni e riqualificare beni degradati tramite la collaborazione con i privati.

Il piano, illustrato dall’assessore Roberto Cicala e dal presidente della Patrimonio Messina Spa, Maurizio Cacace, prevede l’alienazione di 23 immobili per un valore stimato di 2 milioni 378mila euro e la valorizzazione di altri 43 cespiti.

L’isolato 88

Secondo quanto spiegato dall’assessore Cicala, la gran parte dei beni destinati alla vendita è costituita da terreni agricoli. Una scelta obbligata, data la carenza di edifici comunali idonei persino a soddisfare le esigenze logistiche degli uffici o le richieste delle associazioni.

Tra le novità più rilevanti del piano di valorizzazione spicca l’inserimento dell’isolato 88, attuale sede di uffici comunali giudicata però non idonea agli standard contemporanei, tra viale San Martino, via Ettore Sacchi e via dei Mille.

L’Amministrazione non vuole cedere la proprietà del bene strategico (che rimarrebbe del Comune), ma vuole metterlo a reddito. L’edificio oggi ha una “resa” bassa perché è usato come sede di uffici pubblici che potrebbero essere trasferiti altrove. L’obiettivo è mantenere la titolarità e incassare un canone, affidandolo a privati o altre istituzioni tramite concessioni a lungo termine (anche oltre i dieci o venti anni) affinché venga ristrutturato e utilizzato per scopi più redditizi (commerciali, direzionali o di prestigio).

Il bosco di Camaro

Discorso simile per il bosco di Camaro, almeno per la parte di bosco ceduo (8 ettari su 11.5). L’idea è di affidare queste aree a cooperative forestali o associazioni che, in cambio del diritto di sfruttamento controllato del legname (appunto il “ceduo”) o della gestione di attività eco-turistiche, si facciano carico della manutenzione e della prevenzione antincendio, che altrimenti grava interamente sulle casse comunali.

Il Comune, che resta il proprietario, pubblicherà avvisi per individuare gestori che si occupino della sorveglianza e della promozione dell’area. Durante la discussione sul piano, è emerso come molti beni (inclusi quelli a ridosso delle aree boschive) siano stati inseriti nel piano di valorizzazione proprio per fermare il degrado. L’obiettivo è permettere a privati o associazioni di investire nella pulizia e nella creazione di percorsi (aree picnic, sentieri) che il Comune non riesce a gestire costantemente.

Altri beni, inizialmente previsti per la valorizzazione, sono stati invece espunti per essere destinati a fini istituzionali, come la creazione di nuovi asili nido (progetto che interesserà anche l’ex scuola di Rodia e il fabbricato di contrada Calispera).

Il dibattito in aula e le criticità dell’opposizione

La delibera ha suscitato un acceso dibattito tra i banchi di Palazzo Zanca. Il consigliere Felice Calabrò (PD) ha sollevato dubbi sulla gestione dei beni, chiedendo chiarimenti sulla regolarità dell’uso di alcuni terreni da parte di condomini privati e proponendo, tramite emendamento poi ritirato, l’inserimento della piscina Cappuccini nel piano di valorizzazione per garantirne una fruizione pubblica trasparente.

Anche i consiglieri Alessandro Russo e Antonella Russo hanno espresso perplessità, sottolineando la mancanza di una “visione” complessiva. In particolare, è stata criticata la tendenza a cedere immobili ex scolastici invece di trasformarli in presidi di decentramento comunale per le zone periferiche. Critiche sono giunte anche dal consigliere Cosimo Oteri sulla scelta di realizzare un asilo a Rodia, zona considerata a rischio per l’erosione costiera e carente di vie di fuga.

L’esito della votazione

Nonostante le contestazioni delle opposizioni, che hanno lamentato una scarsa realizzazione delle previsioni di entrata degli anni precedenti, la proposta è passata. La votazione finale ha visto 13 voti favorevoli, 3 contrari (Calabrò e i due Russo) e 14 astensioni, rendendo l’atto immediatamente eseguibile.

Il Comune potrà ora procedere con le manifestazioni di interesse per vendere i beni al miglior offerente, cercando di recuperare risorse da reinvestire nella manutenzione del patrimonio rimasto nella disponibilità dell’Ente.

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