Messina. Sanità d'eccellenza al Piemonte: «Ho scelto la mano del chirurgo prima del robot»

Messina. Sanità d’eccellenza al Piemonte: «Ho scelto la mano del chirurgo prima del robot»

Autore Esterno

Messina. Sanità d’eccellenza al Piemonte: «Ho scelto la mano del chirurgo prima del robot»

venerdì 11 Settembre 2026 - 10:36

L'avvocato Giuseppe Paratore sottoposto a un intervento di prostatectomia robotica

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza dell’avvocato Giuseppe Paratore.

Sono avvocato e docente di “legislazione sanitaria” al Liceo Scientifico Archimede di Messina – Potenziamento biomedico e sono testimonianza vivente di quella “buona sanità” pubblica troppo spesso lontana dalle cronache. Ho affrontato un intervento di “prostatectomia radicale robotica” all’Irccs “Bonino-Pulejo” – ospedale Piemonte di Messina, magistralmente eseguito dall’equipe guidata dal dottor Antonio Rosario Iannello, direttore dell’Unità operativa di Urologia e mi dispongo, animo grato, a rappresentare la mia esperienza ed esternare le mie impressioni, semmai di qualche giovamento per la comunità dei pazienti.

I tempi del progresso tecnologico

Viviamo tempi in cui il progresso tecnologico occupa sempre più spazio nel nostro vissuto quotidiano condizionando la nostra vita e sopravvivenza. L’intelligenza artificiale e i robot favoriscono e agevolano, anche da remoto, mansioni e azioni, traguardando risultati e soluzioni un tempo irrealizzabili. Anche la medicina beneficia a pieno titolo del progresso tecnologico e la chirurgia robotica ne rappresenta una applicazione straordinaria a servizio della salute pubblica.

Lo strumento e la mano del chirurgo

Nonostante l’incalzare dell’intelligenza artificiale e della robotica, è importante mai confondere o sovrapporre lo strumento con chi lo utilizza e manovra. Qualunque struttura sanitaria può dotarsi di un robot Da Vinci 5 (che ha un costo compreso tra 2,5 e 5 milioni di euro) e qualunque chirurgo “umano”, attraverso adeguato percorso formativo, può certamente imparare a manovrarlo. Ma imparare a utilizzare tecnologia e robot, specie in sanità, non basta. Alla competenza deve accompagnarsi l’esperienza necessaria per governare e gestire la macchina robot nelle variegate situazioni – a volte impreviste e di crisi – che la realtà di una sala operatoria può presentare.

L’abilità artigiana e l’esperienza sul campo

Ho maturato professionalmente, oltrechè sulla mia pelle, chiedendo, indagando e documentandomi sul campo, l’assunto che il software gestionale della robotica non può prescindere dall’abilità “artigiana” del chirurgo-manovratore. Quest’ultima la si acquisisce nel tempo né la si può infondere sic et simpliciter con un corso formativo ad hoc. L’abilità ed esperienza del chirurgo la si costruisce nel tempo, attraverso anni di lavoro, numero di casi affrontati e interventi eseguiti, decisioni assunte anche sul momento, hic et nunc, nel bel mezzo di un intervento e nell’immanenza di una situazione di crisi da gestire: il robot è mero esecutore della mano esperta del chirurgo.

La scelta della mano prima della macchina

Allorquando, paziente affetto da “Adenocarcinoma prostatico”, mi è toccato decidere a chi affidare la mia salute e la mia vita, il distinguo è stato fondamentale: ho scelto la mano esperta del chirurgo manovratore prima ancora che il robot Da Vinci. Valutate le diverse opzioni ho scoperto che l’eccellenza era proprio a casa mia, nella mia Messina. Non cercavo una struttura sanitaria dotata di robot, ma un professionista che vantasse durevole e lunga esperienza nella chirurgia robotica, una equipe adusa a quella tecnica. La consapevolezza che la tecnologia robotica era utilizzata “da anni” dall’équipe guidata dal dottor Iannello e che dietro c’era un percorso professionale consolidato, ha rappresentato per me una speranza, un porto sicuro.

L’umanità della cura e l’eccellenza messinese

La mia esperienza di paziente mi ha consegnato una verità: la tecnologia, per quanto avanzata, non decide in luogo dell’uomo: può esaltare e amplificare le capacità del chirurgo, accelerare i protocolli sanitari, rendere meno invasivi gli interventi, più precise le attività e la motricità fine, ma resta pur sempre soltanto uno strumento senza anima. La mia esperienza al Piemonte, in degenza e monitoraggio, è stata altamente positiva. Una squadra di operatori sanitari mi ha accompagnato “con mano”, con professionalità e umanità in un momento difficile e delicato della mia vita. Un grande plauso e sentita riconoscenza al dottor Antonio Rosario Iannello, alla sua équipe, alla Unità operativa di Urologia dell’Irccs Bonino Pulejo – Piemonte, una realtà sanitaria e un patrimonio di competenze che funzionano a tutela del bene salute costituzionalmente garantito.

Giuseppe Paratore

Un commento

  1. Bellissima testimonianza ma fortunatamente ve ne sono tante altre , credere alle figure competenti che abbiamo dovrebbe essere una regola , dietro ai camici ci sono persone con grande umanità e preparazione, spesso offuscate da personale poco preparato e con titolo di studio bassissimo , senza nascondere che anche tra medici e professoroni c’è lo speculatore. Comunque quando va tutto bene sono tutti bravi, i percorsi dei pazienti appena dimessi sono veramente ardui ed ecco che subentra la sfiducia verso tutto il sistema.

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