Doccia fredda per il dossier "Messina Capitale dei Due Mari": la città romagnola conquista il riconoscimento e il contributo ministeriale
Messina deve rinunciare al titolo di Capitale del Mare 2026. Il Ministero ha sciolto le riserve nominando ufficialmente Ravenna, che succede così a Trieste nel palmarès delle città costiere italiane d’eccellenza.
Il dossier “Messina Capitale dei Due Mari”
La candidatura messinese, annunciata dal sindaco Federico Basile lo scorso gennaio, puntava a trasformare il litorale peloritano in un centro di cultura e sostenibilità. Il dossier mirava a intercettare il contributo ministeriale da 1 milione di euro attraverso una strategia che univa alta tecnologia e tradizioni secolari.
Il cuore del progetto messinese prevedeva la creazione del “Museo Diffuso degli Stretti”, un sistema innovativo basato su realtà virtuale e aumentata per permettere la fruizione del patrimonio archeologico e naturalistico sommerso. Parallelamente, il piano puntava sulla valorizzazione delle Feluche, immaginate come “Musei Viventi” per tramandare i saperi tecnici della caccia al pesce spada, e sull’avvio dell’iter per il riconoscimento Stg (Specialità Tradizionale Garantita) proprio per il pesce spada dello Stretto, a tutela dell’intera filiera locale.
La vittoria di Ravenna
La commissione ministeriale ha però premiato la proposta di Ravenna, ritenendola più rispondente ai criteri di selezione per l’anno 2026. La città romagnola ha convinto i valutatori grazie a un programma incentrato sulla logistica portuale sostenibile e sul recupero del patrimonio storico legato all’Adriatico.
