Messina. Torna la rievocazione dello sbarco di don Giovanni d'Austria - Tempostretto

Messina. Torna la rievocazione dello sbarco di don Giovanni d’Austria

Redazione

Messina. Torna la rievocazione dello sbarco di don Giovanni d’Austria

venerdì 05 Agosto 2022 - 07:16

La partenza del corteo in costume in programma sabato 6 agosto dalle 17

La XIV edizione della manifestazione “Messina in Festa sul Mare – Lo spettacolare sbarco di Don Giovanni d’Austria a Messina” è un evento di ampio respiro mediterraneo, finalizzato alla promozione del turismo culturale con particolare riferimento al recupero della memoria storica e dell’identità siciliana e messinese.

Da quattordici anni l’Associazione Aurora organizza questa manifestazione di importanza storica, turistica e culturale.

Dal 2007 collabora artisticamente con la Marco Polo System g.e.i.e. – Venezia, organismo di diritto comunitario, creato nel 2000 dal Comune di Venezia e dall’Associazione Centrale dei Comuni della Grecia per sviluppare iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo in ambito comunitario.

In particolare la “Marco Polo System g.e.i.e.” ha attivato da circa dieci anni un progetto denominato “Lepanto: un luogo della memoria”, che rappresenta un percorso che, nel ricordare in forma spettacolare la storica Battaglia Navale del 1571, vede ogni anno coinvolte autorità istituzionali di molti Paesi (Grecia, Italia, Spagna, Malta, Austria…) nella realizzazione di conferenze, manifestazioni ed eventi culturali di vario genere.

Oggi il nome di Lepanto, lasciata alle spalle la tragica dimensione della battaglia, può essere assunto quale punto di riferimento del Mediterraneo e delle storie e delle culture che lo compongono perché è indiscutibile che, anche se contrapposte, quella domenica del 7 ottobre del 1571 tutte le lingue, le culture, le religioni che lo caratterizzano, lì, nella tragedia, si sono ritrovate.

In questo ampio specchio d’acqua, anticamente chiamato “Golfo di Lepanto”, si combatté la più cruenta battaglia navale che la storia ricordi.

Il 7 ottobre 1571, di domenica, giorno di Santa Giustina, nelle acque di Lepanto 180 mila uomini si fronteggiarono. Dopo cinque ore, il bilancio del combattimento, conclusosi con la vittoria della “Santa Liga”, fu pesantissimo: 7.600 morti e 15.000 feriti di parte cristiana, 35.000 i morti di parte turca; 150 galee turche catturate e 40 affondate e bruciate.

La storia di Nafpaktos ha un forte legame con il mare. Questo suo rapporto con il mare lo rivela anche il suo nome Nafpaktos che significa il luogo dove si costruivano le navi, il cantiere navale e l’arsenale. Lo dimostra anche la sua posizione geografica e il suo unico castello che termina in un bellissimo porticciolo.

Nel suo percorso di storia, Nafpaktos, anche per via della sua posizione strategica, è stata il punto di partenza ma anche di passaggio di genti dall’oriente all’occidente e viceversa. La sua storia contemporanea si congiunge alla storia dell’Europa e soprattutto alla storia di Venezia;

Lepanto era infatti un possedimento della Serenissima e il suo Castello e il Porto hanno origini veneziane.

Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, Napfaktos commemora la Battaglia con una serie di eventi culturali che culminano il sabato sera con una spettacolazione nel porto e, la Domenica mattina, con una Messa e una celebrazione in suffragio delle vittime della Battaglia.

Alla presenza di autorità civili e religiose, vengono lanciate in mare le corone d’alloro in ricordo delle migliaia di soldati periti in combattimento.

Nel porto di Lepanto, ai piedi della statua di Miguel Çervantes, sono collocate le lapidi commemorative delle città, che nel nome della Battaglia, hanno voluto lasciare un messaggio di pace per le generazioni future.

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4 commenti

  1. L' avvelenata 5 Agosto 2022 17:49

    Senza alcuna ironia mi piacerebbe sapere quanti turisti questo evento finalizzato alla promozione del turismo culturale ha portato in città e quanto è invece costato alle casse del comune. L’ associazione Aurora, già presieduta dall’assessore Caruso , da 14 anni cura la storica riedizione di una battaglia e di una giornata che non riesce ad entusiasmare nemmeno i cittadini messinesi.

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    1. Sicuramente lei fa parte di quei messinesi che sono apatici o non s’interessano o non amano o non conoscono le tradizioni messinesi. Forse per partito preso!

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      1. D’altronde lo pseudonimo usato e che é del tutto azzeccato testimonia il tono di ogni suo intervento e la sua personalità.
        Classica messinese che sa solo criticare, addossare le colpe agli altri e magari ritenersi migliore.

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  2. Spiegate alla comparsa che fa don Giovanni che non e’ lui il figlio di Carlo V , ma e’ solo una comparsa

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