"Mi pento, lo faccio per mio figlio". Tornano in aula gli Iannello

“Mi pento, lo faccio per mio figlio”. Tornano in aula gli Iannello

Alessandra Serio

“Mi pento, lo faccio per mio figlio”. Tornano in aula gli Iannello

giovedì 23 Luglio 2026 - 08:00

Si avvicina il processo d'appello Mowing sul traffico di droga dei barcellonesi

MESSINA – Secondo “round” giudiziario per il clan barcellonese degli Iannello, finito sotto scacco con l’operazione Mowing. La Corte d’Appello ha convocato gli imputati che avevano optato per il rito abbreviato per il prossimo 1 ottobre. Quel giorno comincerà il processo di secondo grado, davanti la I sezione penale (presidente Caterina Mangano).

La sentenza

I giudici riesamineranno la sentenza di primo grado emessa a novembre 2025 dalla giudice Monia De Francesco, che aveva deciso condanne per tutti. Ecco il verdetto: 20 anni per Maurizio Iannello, 10 anni e 8 mesi a Filippo Benenati, 14 anni Felice Castellano, 10 anni e 8 mesi a Salvatore Parasole, 11 anni e 8 mesi a Carmine Di Natale, 10 anni e 8 mesi a Filippo Iannello e Daniele Marguccio, 9 anni e mezzo a Giuseppe Iannello, 9 anni e 4 mesi a Giuseppe Di Natale, 8 anni Gabriele Cacace, 8 anni e 2 mesi a Concetta Imbesi, 8 anni e 4 mesi a Provvidenza Chillemi, 4 anni e 10 mesi a Nancy Di Salvo, 8 anni e 8 mesi ad Enrico Paratore, 8 anni Nando Russo e Sebastiano Russo, 2 anni Rosy Maiorana, 14 anni e 10 mesi a Salvatore Iannello.

Le nuove rotte della droga tra Sicilia, Calabria, Marocco e Spagna

Il processo nasce da una costola della maxi indagine che nel 2024 sfociò in 112 arresti dei Carabinieri. A confermare i sospetti dei militari arrivarono le rivelazioni di un altro collaboratore di giustizia, il messinese Settimo Corritore, referente dello spaccio di droga a Giostra. Poi si pentì lo stesso Iannello, rivelando dettagli importanti del grosso giro di droga che gestiva con la famiglia. Il collaboratore confessò di aver agito da organizzatore agli incontri con gli esponenti delle ‘ndrine calabresi e di aver effettuato i trasporti dal Marocco e dalla Spagna di grosse quantità di droga, anche di cocaina.

“Voglio salvare mio figlio dal destino criminale”

Iannello, dopo aver spiegato di aver scelto il pentimento per sottrarre suo figlio al suo stesso destino di criminale (Il pentito racconta: “Mio figlio mi emula sui social“), ha fatto ai pm Marco Accolla e Francesco Massara anche i nomi di tutta la rete di complici nel traffico di droga. Alla fine del processo i magistrati della Dda chiesero pesanti condanne per tutti. E ora mirano a blindare la sentenza anche in secondo grado. Gli avvocati Antonio Spiccia, Salvatore Silvestro, Pinuccio Calabrò, Antonino Aloisio, Santi Certo, Fabio Catania, Gaetano Pino, Francesco Euticchio, Antonio Pirri, Diego Lanza, Tino Celi e Vincenzo Iofridda proveranno invece a demolire le accuse della Procura.

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