Alto rischio ambientale a causa dei cavi dell’elettrodotto da 380 kw.
Il rione Passo Vela a Pace del Mela ha ormai ricevuto una nuova denominazione, impietosa e tragica nello stesso tempo, “il quartiere delle signore con la parrucca”, il riferimento è alle sfortunate donne che vivono in quella zona, le quali, colpite da tumore, sono costrette ad indossare, appunto, la parrucca per via dei fisicamente (e non solo) devastanti effetti della chemioterapia, a cui si sottopongono per sconfiggere il male.
Ma perché ci si ammala a Pace del Mela? Le probabili cause scatenanti possono essere molteplici. Non dimentichiamo che il paese di cui si parla, con i suoi sei mila abitanti, si trova in un’area inserita tra quelle ad alto rischio ambientale e, come gli altri sei comuni rientranti nella Valle del Mela, deve fare i conti con: 1) i fumi della raffineria petrolchimica di Milazzo; 2) la centrale di cogenerazione della Raffineria; 3) la centrale elettrica alimentata ad olio combustibile a San Filippo del Mela; 4) l’Esi di Giammoro che si occupa di trattamento e recupero di batterie fuori uso e rottami di piombo; 5) le innumerevoli aziende dell’area di sviluppo industriale. Come se non bastasse, un’ ultima novità, non più rincuorante: il progetto di costruzione di una centrale di pompaggio di metano della Snam a Monforte San Giorgio.
Perché la concentrazione di malati nel rione Passo Vela? Un dato è certo: qui alzando gli occhi sopra le abitazioni è possibile constatare la presenza dei numerosi cavi dell’alta tensione di Terna e, praticamente «attaccato» alle case, si eleva per 60 metri un elettrodotto da 380 kW.
Mal di testa, leucemie, tumori: questi gli effetti che si registrano in queste vie. Secondo i cittadini la causa – seppur non l’unica – è quello che viene chiamato il «palo».
A tal proposito Terna risponde alle accuse affermando che l’elettrodotto è stato realizzato con autorizzazione del Ministero dei Lavori Pubblici nel 1989 e rispetterebbe pienamente la normativa legislativa. Inoltre il cavo del conduttore disterebbe 50 metri dalle case e il traliccio è situato a 200 metri dalle abitazioni. L’unico intervento che si è reso necessario – dicono da Terna – risale al novembre del 2007 con la sostituzione degli isolatori per attutire il forte rumore, a seguito di lamentele e richiesta esplicita da parte di un isolato cittadino.
Ma le rassicurazioni di Terna non bastano, e il progetto di raddoppio della linea elettrica Sorgenti-Rizziconi (dal nome delle due stazioni poste rispettivamente in Sicilia e in Calabria) hanno messo in preallarme anche gli altri 15 comuni della provincia di Messina interessati. Ci sarebbe infatti, secondo i sindaci dell’area, il rischio di un grave danno ambientale e sociale. Rischio vissuto da una regione, come la Sicilia, che da sola rappresenta un enorme pannello solare non sfruttato per produrre energie rinnovabili. Comunque, in progetto ci sarebbe l’installazione di un cavo lungo 105 km, sia terrestre che marino, che dovrebbe aumentare l’efficienza ed evitare l’attuale congestione della rete elettrica. Dopo la realizzazione di quest’opera, in accordo con la Provincia di Messina, Terna prevede opere di compensazione, con l’eliminazione di 170 km di cavi di cui ben 12 a Pace del Mela.
Intanto tra progetti, buoni propositi, risposte volutamente rassicuranti da parte delle industrie e dei politici competenti ma, ancora una volta, senza nessuna azione concreta, la gente continua a morire, a soffrire, e a dover – loro malgrado – indossare parrucche.
