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Incendio Raffineria, i sindacati puntano a difendere salute e sicurezza

Serena Sframeli

Incendio Raffineria, i sindacati puntano a difendere salute e sicurezza

venerdì 10 Ottobre 2014 - 07:28

Cgil Cisl e Uil chiedono una rapida operazione di verità per ridare serenità alla popolazione e agli stessi lavoratori. La Fismic-Confsal chiede investimenti strategici per modernizzare l’impianto. Intanto la situazione all’interno della Raffineria si è stabilizzata, i focolai sono stati spenti e non sussiste nessuna situazione di pericolo.

Non sono certo giorni di tranquillità per i vertici della Raffineria di Milazzo che ieri mattina si sono recati in Confindustria per un incontro che CGIL CISL UIL e le rispettive categorie dell’industria, diretti ed indotto, avevano chiesto all’azienda l’indomani dell’incendio al serbatoio. “Quanto accaduto la notte del 27 settembre ha mostrato – secondo i sindacati – la capacità di Ram di saper governare fin dai primi attimi questi pericolosi eventi ma al tempo stesso ha evidenziato le paure che da sempre accompagnano l’impianto e l’intera area”. Sulle conseguenze ambientali non si ha ancora un’unica verità, la popolazione non ha ancora capito cosa ha generato e genererà nel futuro la nube nera e, secondo il sindacato, tutto ciò impone “l’avvio di una rapida operazione di verità da parte di azienda ed istituzioni per scongiurare inutili e strumentali contrapposizioni e restituire serenità a cittadini e lavoratori”. Milazzo, secondo Cgil Cisl Uil, è il territorio dove si concentrano gli ultimi presidi produttivi della provincia ma anche quello dove è più che mai necessario “un urgente e massiccio piano di controllo, informazione e risanamento, per chiarire in modo definitivo le reali condizioni e tutti gli eventuali rischi e per mettere in campo i rimedi ove si rendessero necessari”. La via che propone quindi il sindacato è quella della tutela della salute e sicurezza calibrata sull’ ambito del lavoro, del sito e dell’ambiente. Cgil Cisl Uil puntano quindi a rilanciare il tema della difesa dello sviluppo e della salute in un’area che ha forte bisogno di interventi mirati da parte di aziende e Governo. “Un progetto ambizioso- conclude il sindacato- che sarà rivolto a tutti i soggetti dell’area e che presuppone una trasparente azione di confronto ed informazione, soprattutto nei confronti delle popolazioni. La Fismic, il sindacato dei lavoratori dell’industria aderente alla Confsal, ha espresso invece “molte perplessità sulle posizioni aziendali”, ritenendole inadeguate nei confronti di problemi come quelli della sicurezza sui luoghi di lavoro e della salvaguardia e riqualificazione ambientale del territorio. Secondo Pippo De Leo, segretario generale della Fismic provinciale e Santo Crisafi, segretario generale della Confsal, “l’atteggiamento tenuto durante l’incontro dai rappresentanti dell’azienda, improntato a sufficienza ed elusione delle questioni poste dal sindacato, non è accettabile e il suo perdurare sarà contrastato con le eventuali doverose iniziative dei lavoratori e, se necessario, nelle sedi istituzionali”. La Fismic-Confsal chiede quindi investimenti strategici per modernizzare l’impianto, rendendolo più sicuro; in quest’ottiva nei prossimi i giorni la Fismic-Confsal avvierà con i propri delegati di fabbrica in tutto l’hinterland milazzese e del Mela una vasta campagna di sensibilizzazione sul tema dell’industria sicura e rispettosa dell’ambiente. Da quasi una settimana comunque la situazione all’interno del serbatoio 513 si è stabilizzata, difatti non sono più presenti focolai e pertanto, come comunica la stessa Ram, “non sussistono situazioni di pericolo”. Il recente sopralluogo effettuato con la presenza dei VV.F. del Comando di Messina, ha evidenziato che, come si legge nella nota della stessa Raffineria, “la struttura del serbatoio si trova a temperatura ambiente, e la parte inferiore risulta integra e pertanto garantisce la funzione di contenimento”. “I sistemi di raffreddamento- conclude la nota- e spegnimento del serbatoio hanno continuato perfettamente a funzionare nel corso dell'emergenza e sono stati disattivati solo quando il serbatoio ha raggiunto la temperatura ambiente”.

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