Mini Autodromo di Sant’Agata, concessione a rischio: il Comune di Messina deve 26 mila euro alla Regione

Mini Autodromo di Sant’Agata, concessione a rischio: il Comune di Messina deve 26 mila euro alla Regione

Marco Ipsale

Mini Autodromo di Sant’Agata, concessione a rischio: il Comune di Messina deve 26 mila euro alla Regione

lunedì 11 Maggio 2026 - 11:40

"Canoni non pagati dal 2019, avviate le procedure di riscossione coatta e possibile decadenza della concessione" - dice il Demanio

Il futuro del “Mini Autodromo dello Stretto”, la storica pista di automodellismo situata sul demanio marittimo di Sant’Agata, finisce sotto i riflettori a causa di una morosità nei confronti della Regione Siciliana. A fare chiarezza sulla situazione è l’architetto Santo Campolo, dirigente del Sta (Servizio Territoriale Ambiente) di Messina, in risposta a una specifica richiesta di informazioni inoltrata dalla parlamentare Angela Raffa.

La situazione concessoria

Nella nota di riscontro, il Sta precisa innanzitutto lo stato amministrativo dell’area: “Allo stato attuale l’area demaniale denominata ‘pista automibilismo Sant’Agata’ è oggetto di rapporto concessorio numero 642 del 24 settembre 1983 che risulta regolarmente esteso sino al 30 settembre 2027 secondo le disposizioni della Legge 166/2024, rientrando nella classificazione delle concessioni per finalità turistico ricreativo”. Nonostante la validità del titolo, emerge però un nodo critico relativo ai pagamenti.

Il debito e l’ingiunzione

Il Comune di Messina, attuale titolare, risulterebbe inadempiente nel versamento dei canoni demaniali. Secondo i dati forniti dal dirigente, la concessione “risulta in essere, ma in difetto sul pagamento dei canoni dovuti per l’occupazione dell’area demaniale marittima, da cui l’ingiunzione di pagamento e preavviso d’iscrizione delle somme a ruolo al protocollo numero 6219 del 2 febbraio 2025 del Dipartimento Ambiente della Regione Siciliana”.

Il calcolo della morosità è dettagliato nella risposta alla deputata: “Il Comune di Messina oggi deve la somma complessiva di 26mila 220 euro. Tale importo è la differenza tra quanto richiesto per il periodo 2019-2023 (pari a € 25.755) oltre al canone per l’anno 2024 (€ 7.734), e le somme effettivamente versate dalla Ditta per i suddetti periodi e riscontrate sugli elenchi di riscossione dell’Agenzia delle Entrate, pari a soli € 6.870”.

Verso la decadenza

La Regione sembra intenzionata a procedere con fermezza qualora il debito non venga saldato immediatamente. Dal Sta chiariscono infatti che non risultano provvedimenti delle Autorità giudiziarie sull’area, ma che la via amministrativa è tracciata: “In assenza di riscontro all’ingiunzione di pagamento in tempi brevi, essendo già trascorsi i 30 giorni intimati nel provvedimento per soddisfare i pagamenti necessari, quest’ufficio procederà con l’iscrizione al ruolo delle somme presso l’Agenzia delle Entrate”.

Il passo successivo potrebbe essere definitivo per la gestione della struttura: gli uffici annunciano infatti “l’attivazione della contestuale procedura di decadenza del rapporto concessorio”.

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